Fao: l’agricoltura può lavorare a favore – e non contro – la biodiversità

La biodiversità è minacciata, «Il modo in cui produciamo il nostro cibo è una grossa parte del problema»

[30 maggio 2018]

Aprendo i lavori del “Multi-stakeholder Dialogue on Biodiversity Mainstreaming across Agricultural Sectors” in corso a Roma, il direttore generale della Fao, José Graziano da Silva. ha lanciato un appello per «un cambiamento trasformativo nel modo in cui produciamo il nostro cibo, perché sia ben saldato in sistemi agricoli sostenibili, in grado di produrre alimenti sani e nutrienti e allo stesso tempo di tutelare la biodiversità del pianeta» de ha aggiunto che «La biodiversità è essenziale per la tutela della sicurezza alimentare e la nutrizione globale, per migliorare i mezzi di sostentamento e per rafforzare la capacità di resilienza delle persone e delle comunità. Ecosistemi sani forniscono numerosi servizi fondamentali dai quali dipende l’umanità, come il mantenimento della qualità dell’acqua, il ciclo dei nutrienti, la formazione del suolo, il controllo dell’erosione e il sequestro del carbonio. Ecosistemi agricoli forniscono inoltre i fondamenti per la produzione di cibo, mentre la biodiversità dei raccolti e degli animali d’allevamento gioca un ruolo fondamentale per l’uomo. La biodiversità del pianeta – intesa sia come diversità genetica a livello di organismi, sia come diversità delle specie e degli ecosistemi – si trova oggi ad affrontare una serie di minacce. Il modo in cui produciamo il nostro cibo è una grossa parte del problema».

Il “Multi-stakeholder Dialogue on Biodiversity Mainstreaming across Agricultural Sectors” di Roma sta proprio esaminando esempi concreti su come l’agricoltura, la pesca e la silvicoltura sono riusciti a tutelare con successo la biodiversità e una serie di gruppi di lavoro si concentrano su come integrare la biodiversità nel settore agricolo attraverso differenti canali: governance globale, politiche e legislazioni nazionali, investimenti e incentivi finanziari, filiere di approvvigionamento.

La Fao ha fornito alcuni dati  e cifre sulla biodiversità  e l’agricoltura:

Nel 2014 solo 200 piante sono state coltivate, delle quali nove (canna da zucchero, riso, grano, patate, semi di soia, frutto dell’olio di palma, barbabietola da zucchero e cassava) rappresentano il 66% delle colture totali.

8 specie di colture (orzo, fagioli, arachidi, mais, patate, riso, sorgo e grano) forniscono il 53% delle calorie medie giornaliere consumate.

3 varietà di colture (grano, riso e mais) rappresentano il 48% delle calorie medie giornaliere consumate.

Delle 8.800 razze di bestiame conosciute, il 7%  è estinto, il 24% è a rischio di estinzione e il 59% è classificato come a rischio sconosciuto a causa della mancanza di dati.  5 specie animali (bovini, ovini, caprini, maiali e pollame) forniscono il 31% della media giornaliera di proteine consumate.

Circa 3,6 milioni di accessi alle colture (raccolte di materiale vegetale da una particolare località) sono conservati in banche genetiche da 71 paesi e 12 centri internazionali, con circa la metà delle varietà conservate totali appartenenti a nove principali colture alimentari.

Sebbene i parenti selvatici delle colture rappresentino circa il 13% delle riserve mondiali di banche genetiche, circa il 70% di queste specie è ancora mancante.

Le aree protette e gli orti botanici sono aumentati del 30% e hanno aumentato la conservazione delle varietà selvatiche delle colture.

Solo dieci specie forniscono circa il 30% delle attività di pesca di cattura marina.

A livello globale, 524 milioni di ettari di foreste sono stati designati principalmente per la conservazione della biodiversità.

Le aree montane ospitano il 25% della biodiversità terrestre, compreso il pool genico di colture importanti a livello mondiale come mais, patate, orzo, sorgo, pomodori e mele.

Le praterie contengono l’11% delle aree endemiche di uccelli del mondo e circa 750 generi e 12.000 specie di erba, e contribuiscono al mantenimento di impollinatori e altri insetti che hanno importanti funzioni di regolazione.

1.074, o il 12%, delle razze di bestiame registrate nel mondo sono considerate adatte alle terre aride.

Gli impollinatori sono responsabili del 35% della produzione globale di colture e svolgono un ruolo fondamentale nella produzione alimentare.

Da Silva ha ricordato che  «Oggi il mondo produce il suo cibo basandosi ancora sui principi della Rivoluzione Verde, che è iniziata 50 anni fa e che si fondava sull’uso di input ad alto contenuto chimico, con un notevole costo per l’ambiente. Tuttavia, anche che vaste aree della superficie terrestre vengono utilizzate per coltivare cibo, allevare animali, catturare e coltivare pesci o produrre prodotti forestali. Ciò significa che se gestito in modo sostenibile – con la biodiversità come priorità – il settore agricolo può dare un contributo significativo alla protezione della biodiversità. Questo significa che è fondamentale promuovere e facilitare l’integrazione della biodiversità in tutti i settori dell’agricoltura».

In un mondo sempre più caldo e affollato  e che avrà bisogno di più cibo, «La diversità genetica delle piante può essere usata per sviluppare colture in grado di tollerare e di prosperare in condizioni più calde e secche . dice la Fao – Allo stesso modo, la diversità animale fornisce il materiale grezzo a contadini e pastori per migliorare le loro razze e adattare il bestiame ad ambienti mutevoli e al cambiamento della domanda».

Secondo da Silva. «Questo è particolarmente importante al giorno d’oggi, di fronte a sfide nascenti come l’impatto dei cambiamenti climatici, la rapida urbanizzazione e una crescente popolazione mondiale che sta cambiando abitudini alimentari. Il rovescio della medaglia è che la perdita di diversità agricola mette a rischio la sicurezza alimentare.  Solamente tre colture di base – riso, mais, e grano – e tre specie animali – bovini, suini e pollame – forniscono la maggior parte dell’energia alimentare nel mondo».

La Fao sostiene che «Le politiche in materia di agricoltura, di uso delle risorse naturali, di protezione e la tutela delle specie a rischio, di habitat e biodiversità devono essere allineate per proteggere al meglio l’ambiente e ridurre l’impatto dell’agricoltura, della pesca e della silvicoltura sull’ambiente. Sul campo, le pratiche di produzione possono essere implementate non solo per salvaguardare la biodiversità ma anche per assicurare che i produttori di cibo siano in grado di farne un uso sostenibile».