Fao, l’indice dei prezzi alimentari registra la più grande impennata degli ultimi 4 anni

[7 luglio 2016]

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I prezzi dei beni alimentari primari sono cresciuti del 4,2% a giugno, registrando l’ aumento mensile più acuto degli ultimi quattro anni. L’Indice dei prezzi alimentari della Fao, rilasciato oggi,  ha avuto una media di 163,4 punti a giugno ed è ora di un punto percentuale al di sotto del livello dell’anno scorso. La crescita registrata a giugno, che ha riguardato tutte le categorie di beni alimentari tranne gli oli vegetali, è stato il quinto aumento mensile consecutivo. L’andamento dei prezzi riflette la revisione delle stime della Fao sull’offerta e la domanda di cereali per la stagione di commercializzazione 2016/2017.

L’Indice dei prezzi alimentari della Fao è un indice ponderato su base commerciale che misura i prezzi delle principali materie prime alimentari sui mercati internazionali.

L’Indice Fao dei prezzi dello zucchero è cresciuto del 14,8% da marzo, poiché il Brasile, il maggior produttore ed esportatore mondiale di zucchero, ha registrato forti piogge che hanno ostacolato la mietitura ed intaccato i raccolti. L’Indice Fao dei prezzi dei cereali è cresciuto del 2,9% in questo mese ed è ora del 3,9% inferiore al livello di giugno 2015. Aumento trainto dal prezzo del mais dovuto principalmente alla riduzione delle esportazioni dal Brasile. Al contrario, le ampie scorte di grano ed i raccolti record registrati negli Stati Uniti hanno tenuto bassi i prezzi del grano. L’Indice Fao dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari è cresciuto del 7,8% da maggio, trainato dalle previsioni incerte in Oceania e da una più lenta crescita della produzione nell’Unione Europea. Ciononostante, l’indice è rimasto inferiore del 14% rispetto al suo livello dell’anno precedente. L’Indice Fao dei prezzi della carne è cresciuto del 2,4% dal suo valore rivisto a maggio, poiché i prezzi medi della carne di maiale, di bovino e del pollame sono tutti cresciuti per il terzo mese consecutivo. L’Indice Fao dei Prezzi degli Oli Vegetali non ha seguito il trend generale, calando dello 0,8% dal suo livello di maggio.

Il Bollettino mensile della Fao sull’offerta e la domanda di cereali, anch’esso pubblicato oggi, evidenzia prospettive di un aumento della produzione specialmente per il grano. La produzione mondiale di grano è attualmente stimata a 732 milioni di tonnellate, oltre un punto percentuale in più rispetto alla stima di giugno, principalmente per via delle previsioni al rialzo in Unione Europea, Federazione Russa e Stati Uniti, conseguenza del miglioramento delle condizioni climatiche.

Al contrario, le stime sulla produzione mondiale di mais nel 2016 sono state riviste al ribasso poiché le previsioni per il secondo raccolto in Brasile sono peggiorate e un ridotto intervento del governo in Cina ha portato a minori livelli di semina. La produzione totale di grani grezzi per quest’anno è ora stimata attorno a 1.316,4 milioni di tonnellate, circa lo 0,6% in meno del valore stimato il mese scorso.

Il consumo mondiale totale di cereali nell’anno commerciale 2016/17, intanto, è ora previsto raggiungere 2.555,6 milioni di tonnellate, l’1,3% in più rispetto alla stima per il 2015/16.  Di conseguenza, si stima che alla fine della stagione agricola gli stock mondiali di cereali raggiungeranno le 635 milioni di tonnellate, l’1,5% in meno del loro livello iniziale. Il conseguente rapporto offerta-consumo per i cereali salirà al 24,2% nel 2016/17, rispetto al minimo storico del 20,5% registrato nel 2007/08.

di Fao