Fao: necessari cambiamenti trasformativi nei nostri sistemi alimentari (VIDEO)

La soluzione è l’agricoltura Climate Smart con al centro contadini, pescatori e pastori

[4 dicembre 2018]

Aprendo a Roma il Consiglio della Fao, il direttore generale dell’Agenzia Onu per l’alimentazione,  José Graziano da Silva, ha invitato i paesi ad affrontare urgentemente tutte le forme di malnutrizione e ha sottolineato che «La coesistenza di malnutrizione, obesità e carenza di micronutrienti, che conosciamo come il triplice onere della malnutrizione, si sta diffondendo e sta interessando quasi tutti i paesi del mondo. La comunità internazionale deve affrontare con urgenza questa situazione promuovendo un cambiamento trasformativo nei nostri sistemi alimentari. Il nostro obiettivo Fame Zero, non consiste solo nel dar da mangiare alle persone, ma di avere persone ben nutrite, fornendo a tutti le sostanze nutritive necessarie per una vita sana».

Citando il rapporto 2018 sullo Stato della Sicurezza Alimentare e della Nutrizione nel mondo, da Silva ha detto che «L’obesità colpisce oggi circa 672 milioni di persone e che l’aumento è stato più rapido in Africa rispetto a qualsiasi altra regione» e ha aggiunto che «Oltre due miliardi di persone soffrono a livello globale di carenze di micronutrienti.

Il Direttore Generale ha illustrato alcuni dei principali eventi in programma per il 2019, tra questi la Conferenza sulla sicurezza alimentare che si terrà ad Addis Abeba a febbraio, organizzata in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità e con l’Unione africana; la Conferenza sul commercio e la sicurezza alimentare di Ginevra ad aprile e la Conferenza sulla rivitalizzazione rurale che si terrà a Pechino a maggio. La Fao, con il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo e il Programma alimentare mondiale, ospiterà anche una conferenza a maggio per lanciare il decennio delle Nazioni Unite sull’agricoltura familiare (2019-2028).

Da Silva ha anche annunciato che «sarà istituito un ufficio dedicato alla cooperazione Sud-Sud e a quella Triangolare, per rafforzare il potenziale della cooperazione Sud-Sud nel raggiungimento della sicurezza alimentare e dello sviluppo rurale» e ha illustrato i recenti risultati della Fao, tra cui «Il Primo Simposio internazionale della Fao sull’innovazione agricola per gli agricoltori familiari, che ha prodotto raccomandazioni che aiuteranno a guidare il lavoro della Fao sull’innovazione, con l’accento sulla creazione di maggiori opportunità di lavoro per i giovani.

Il direttore generale dell’Agenzia Onu ha sottolineato che «La Fao ha anche fatto passi da gigante verso la parità di genere tra il proprio personale professionista, ha detto, con oltre il 43% di tutte le posizioni professionali ora tenute da donne. In relazione alla rappresentanza geografica del personale della FAO, il Direttore generale ha annunciato che il numero dei paesi non rappresentati è diminuito da 17 a 14, con le ultime designazioni di Timor Est, Belize e Saint Kitts e Nevis, e che la percentuale di equità dei paesi rappresentati è ora dell’87,6%».

Intanto, mentre a Katowice è in pieno svolgimento la Cop24 Unfccc, la Fao evidenzia che «I rapporti sono stati pubblicati e il messaggio è chiaro: ormai dobbiamo prendere tutte le nostre decisioni tenendo conto del clima. L’agricoltura è uno dei più grandi emettitori di gas serra ma è anche uno dei principali alleati del clima. Il settore agricolo può svolgere un ruolo importante nell’attenuazione del cambiamento climatico riducendo le emissioni ed evitando nuove perdite di carbonio stoccato nelle foreste e nei suoli. Tenere sotto controllo i suoli e la buona salute delle foreste aiuta anche a lottare contro il cambiamento climatico, perché questi due elementi agiscono come “pozzi” che sequestrano il carbonio. Infine, la riduzione delle perdite e dello spreco alimentari e la promozione di migliori abitudini di consumo costituiscono degli altri importanti sforzi nel settore agricolo».

Oltre I tre quarti dei poveri del mondo vivono in aree rurali e molti di loro sono dipendenti dall’agricoltura per i mezzi di sussistenza, la Fao ricorda che «Sono queste popolazioni, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, che sono più duramente colpite dal cambiamento climatico. I nostri sistemi agricoli e alimentari subiscono le conseguenze dell’aumento delle temperature, della modifica dei regimi delle piogge, dell’innalzamento del livello del mare e dell’asccresciuta frequenza dei fenomeni meteorologici estremi».

La soluzione per la Fao è l’agricoltura “Climate-Smart” e spiega che si tratta di «un approccio che aiuta a trasformare e a riorientare i sistemi agricoli per  garantire la sicurezza alimentare e sostenere lo sviluppo rurale nel contesto del cambiamento climatico. Questo approccio si concentra sull’agricoltore, il pescatore o il pastore. Per definizione, l’agricoltura Climate Smart persegue tre obiettivi: aumentare sostenibilmente la produttività agricola e migliorare i redditi degli agricoltori; rafforzare la resilienza degli agricoltori di fronte al cambiamento climatico e aiutarli  a trovare dei mezzi per adattarsi; ridurre le emissioni di gas serra».

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