Fao, un parassita mette a rischio «milioni di piccoli agricoltori in Asia»

La lafigma è in grado di volare anche 100 km per notte, e devastare i raccolti tutto l'anno

[16 agosto 2018]

Ad oggi, più di 30 progetti sostenuti dalla Fao – l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura – sono stati lanciati in Africa per combattere il parassita lafigma (Spodoptera frugiperda), che sta assumendo le dimensioni di una vera e propria piaga per il continente nero. Una minaccia che ora sembra farsi sempre più prossima anche per l’Asia.

Originario delle Americhe, la lafigma si è già diffusa in tutta l’Africa dove è stato scoperto all’inizio del 2016. All’inizio del 2018, tutti tranne 10 Stati africani (principalmente nel nord del continente) hanno segnalato infestazioni e il parassita ha colpito milioni di ettari di mais e sorgo, tanto che a giugno la Fao ha lanciato l’allarme: «Il parassita lafigma potrebbe lasciare affamati 300 milioni di persone nell’Africa sub-sahariana, avendo già infestato le piantagioni di mais e di sorgo in 44 paesi, in un’area di oltre 22 milioni di chilometri quadrati, un’area pari all’estensione dell’Unione Europea, dell’Australia e degli Stati Uniti messi insieme». Allora la richiesta lanciata dall’Organizzazione Onu era quella di «colmare urgentemente un gap critico di 23 milioni di dollari per consentire alla Fao di sostenere efficacemente i paesi nell’affrontare il parassita nel 2018», ma oggi è di nuovo la Fao ad allertare sull’ampliarsi della minaccia.

La lafigma «potrebbe minacciare la sicurezza alimentare e il sostentamento di milioni di piccoli agricoltori in Asia, poiché è molto probabile che questo aggressivo e vorace insetto si diffonda dall’India, con l’Asia sudorientale e la Cina meridionale maggiormente a rischio». Il parassita si nutre infatti di mais e di un’ottantina di altre colture, tra cui riso, verdure, arachidi e cotone; rilevato di recente in India – la prima volta che è stato trovato in Asia – l’insetto ha la capacità di volare su lunghe distanze (100 km per notte) e devastare i raccolti tutto l’anno.

«La lafigma potrebbe avere un impatto devastante sui produttori di riso e mais in Asia, per lo più piccoli agricoltori che dipendono dalle loro colture per il cibo e per guadagnarsi da vivere – ha dichiarato Kundhavi Kadiresan, vicedirettore generale della Fao – Questa è una minaccia che non possiamo ignorare». In Asia, dove agricoltori su piccola scala coltivano circa l’80% dei terreni agricoli della regione, riso e mais sono tra i cereali più prodotti e consumati. Oltre 200 milioni di ettari di mais e riso vengono coltivati ​​annualmente in Asia, con la Cina a spiccare come il secondo paese produttore di mais (senza dimenticare che oltre il 90% del riso mondiale è prodotto e consumato nella regione Asia-Pacifico).

«Gran parte di ciò che la Fao ha già fatto nell’Africa sub-sahariana per aiutare gli agricoltori e i governi a monitorare e attenuare i danni delle infestazioni può essere applicato anche in Asia – ha dichiarato Hans Dreyer, direttore della divisione Produzione e protezione delle piante della Fao – Ciò include raccomandazioni sulla gestione dei pesticidi, monitoraggio e preallarme e una guida pratica per gli agricoltori e gli operatori governativi su come gestire al meglio il parassita».