Formazione che aiuti a creare posti di lavoro: 6 avvisi e 26 milioni di euro

Per agribusiness e carta, marmo, meccanica, energia e turismo e cultura

[31 agosto 2016]

informazione ambientale

La Regione Toscana ha stanziato 26 milioni di euro per sostenere la formazione (e poi l’offerta e la ricerca di lavoro) in 5  filiere che ritiene strategiche: agribusiness e carta, marmo, meccanica, energia e turismo e cultura.

La Regione ricorda che a luglio aveva approvato le linee guida per il loro utilizzo, ora sono stati pubblicati gli avvisi, 6 in tutto: «5 per percorsi di formazione strategica (uno per filiera, 21 milioni e 600 mila) con le imprese chiamate a presentare un progetto e l’ultimo avviso rivolto in particolare all’istruzione e formazione tecnica superiore, ovvero quei percorsi successivi alla scuola superiore ma non universitari, anche loro raggruppati nelle medesime filiere, che potranno beneficiare di 4 milioni e 709 mila euro. I 26 milioni complessivi messi a disposizione arrivano dai fondi strutturali europei Fse 2014-2020 e con il decreto e gli avvisi appena pubblicati tutte le risorse del programma disponibili fino al 2017 sono state a questo punto impegnate. Per presentare un progetto e dunque una domanda di contributo ci sarà tempo fino al 30 novembre 2016».

L’assessore regionale alla formazione e al lavoro, Cristina Grieco, aveva già sottolineato che «L’obiettivo è quello di concentrare le risorse su progetti capaci davvero di generare occupazione, tenendo conto delle specificità dei territori e dei singoli settori, partendo dall’analisi delle figure professionali più richieste».

La novità rispetto al passato è che «l’associazione temporanea di impresa o di scopo che potrà presentare un’idea dovrà essere composta obbligatoriamente da almeno un organismo formativo accreditato (o da accreditare prima dell’avvio delle attività), e da una o più imprese che operano in Toscana o da altri soggetti espressione di categorie economiche o del lavoro libero-professionale, naturalmente che si occupino di di temi coerenti con la macroarea prescelta. Potranno partecipare anche gli istituti di istruzione superiore, le Università e la fondazioni degli istituti tecnici superiori, sempre con almeno un indirizzo coerente con la filiera prescelta».

La Regione sottolinea che «Per quanto riguarda i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore, l’ulteriore specifica è che il pool di soggetti che proporrà un progetto dovrà obbligatoriamente avere al suo interno un istituto scolastico di istruzione secondaria superiore o una università degli studi. L’intervento è parte del progetto regionale “Giovanisì” che ha preso le mosse sei anni fa».