Gli agricoltori africani mandano un messaggio ai leader mondiali, scritto sulla terra che lavorano (VIDEO)

Gigantesco “The Field Report” per chiedere investimenti a lungo termine per la piccola agricoltura

[21 settembre 2017]

Sedici agricoltori di Kasama, un piccolo villaggio nello Zambia settentrionale, in collaborazione con L’International fund for agricultural development (Ifad), hanno inviato un importante messaggio ai leader mondiali riuniti all’Assemblea generale dell’Onu: «Pensare a maggiori investimenti nell’agricoltura per porre fine a povertà e fame entro il 2030» e per far sì che il messaggio ricevesse la dovuta attenzione lo hanno scritto direttamente sulla terra che coltivano, producendo un gigantesco “The Field Report”, completo di grafici e dati, per spiegare la reale importanza di investimenti a lungo termine a sostegno della piccola agricoltura.

Secondo il presidente dell’Ifad, Gilbert F. Houngbo, «Il rapporto, stilato direttamente sulla terra, dimostra l’importanza degli investimenti per lo sviluppo agricolo. Sappiamo che l’agricoltura ha un potenziale enorme nella lotta contro la povertà e la fame; contribuisce a generare comunità auto-sostenibili e aumenta in modo sensibile la quantità di cibo disponibile, necessario per una popolazione in costante aumento».

I contenuti del “Field Report” sono visibili grazie alle riprese aeree effettuate dall’Ifad. Un grande grafico a torta scavato direttamente nel terreno dimostra come l’Africa disponga del 25% dei terreni coltivabili a livello mondiale, ma produca solo il 10% dei prodotti agricoli. Il continente africano spende 35 miliardi di dollari in importazioni di cibo ogni anno, ma potrebbe essere auto-sostenibile, se il denaro fosse investito per sostenere la piccola agricoltura e le infrastrutture rurali.

Un grafico a barre realizzato con il fogliame locale, invece, illustra il tasso di crescita delle popolazioni in zone urbane. Ogni anno, in Africa, sempre più persone decidono di abbandonare le zone rurali. Molti sono giovani che sperano di trovare lavoro nelle città o all’estero. Entro il 2030, il 50% della popolazione sarà concentrato nelle città. Investire nello sviluppo agricolo significa creare opportunità concrete per i giovani africani (dai 12 ai 18 milioni) che ogni anno si immettono nel mercato del lavoro.

Un grafico a linee, alla base del campo, evidenzia il tasso costante di crescita della popolazione mondiale, che dovrebbe raggiungere i 10 miliardi entro il 2050. Ci saranno 2 miliardi di bocche in più da sfamare, quindi la produzione agricola deve quanto meno raddoppiare.

I piccoli agricoltori sono i più importanti produttori di cibo a livello locale. Visto il loro indispensabile ruolo nell’approvvigionamento alimentare delle comunità di riferimento, hanno bisogno di investimenti che consentano metodi di coltivazione sostenibili e rispettosi del clima.

L’ultimo fotogramma rivela un gigantesco “11”: nell’Africa Sub-Sahariana, la crescita nel settore agricolo potrebbe essere 11 volte più efficace nel contrastare la povertà estrema rispetto a qualunque altra attività. Investire di più nell’agricoltura significa aiutare milioni di persone a uscire dalla povertà e nutrire adeguatamente 815 milioni di persone, che oggi sono sottonutrite.

Il messaggio degli agricoltori di Kasama giunge in un momento decisivo: secondo un rapporto Onu – Ifad pubblicato la scorsa settimana, «Il numero degli esseri umani sottonutriti a livello globale è tornato ad aumentare: nel 2016, il problema ha investito 815 milioni di persone, pari all’11% della popolazione mondiale. Inoltre, varie forme di malnutrizione mettono a repentaglio la salute di milioni di persone. In Africa, si concentrano 243 milioni di sottonutriti. Nella regione, l’insicurezza alimentare è stata esacerbata da violenti conflitti ed eventi estremi dovuti ai cambiamenti climatici. A Kasama, gli agricoltori hanno dovuto far fronte a temporali improvvisi e terreni impoveriti».

Uno degli agricoltori di Kasama che hanno contribuito  realizzare il progetto, il sessantenne Augustine Chilumba, che coltiva  legumi e mais, racconta all’Ifad: «Siamo stati colpiti da una forte siccità e non c’era abbastanza acqua per i campi. Il raccolto è stato molto scarso e c’era penuria di cibo. Gli agricoltori africani hanno bisogno di un sostegno maggiore: ci servono aratri, fertilizzanti e sementi di buona qualità».

Il “Field Report” fa parte di una campagna di una più ampia sensibilizzazione globale avviata dall’Ifad che «tende a porre l’accento sull’importanza dello sviluppo agricolo a lungo termine per contrastare la povertà, costruire solide economie locali, frenare i processi migratori e assicurarsi che la crescente popolazione mondiale abbia cibo a sufficienza.

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