Gli ulivi di Assisi e di Spoleto sono patrimonio agricolo mondiale

Primo sito italiano ad entrare nei Globally important agricultural heritage systems Fao

[4 luglio 2018]

La Fao ha annunciato che gli ulivi di Assisi e di Spoleto sono stati accolti nei suoi Globally important agricultural heritage systems (Giahs), la lista dei Sistemi del Patrimonio Agricolo di rilevanza mondiale come «riconoscimento dell’ingegnosità attraverso cui risorse naturali e necessità umane sono state combinate per creare mezzi di sostentamento ed ecosistemi mutualmente sostenibili».

L’Agenzia Onu sottolinea che «E’ il primo luogo italiano a venire ufficialmente incluso nel programma della Fao che mira a mettere in risalto sistemi agricoli unici che le comunità rurali nel mondo hanno forgiato nel corso di generazioni per promuovere la sicurezza alimentare, mezzi di sussistenza sostenibili, ecosistemi resilienti e una ricca biodiversità, in un contesto di incredibile bellezza. Il territorio tra Assisi e Spoleto è una delle aree italiane più importanti per la produzione di olio di oliva e conosce la coltivazione degli olivi fin dai tempi degli etruschi».

Nella motivazione si legge che il territorio riconosciuto come Gihas «è composto da una serie di terrazzamenti in pietra costruiti nei secoli sui costoni delle montagne e mantenuti fino al giorno d’oggi secondo la tradizione. Terrazzamenti che consentono un ottimo drenaggio delle falde acquifere e che permettono la produzione di un olio di alta qualità. Il tutto in un perfetto equilibrio con il paesaggio locale».

Annunciando il riconoscimento, il coordinatore del progetto Giahs Fao, Yoshihide Endo, ha detto: «Siamo estremamente lieti di accogliere gli ulivi di Assisi e di Spoleto nel programma Giahs. Una decisione che riconosce l’importanza culturale, economica e ambientale di questa antica zona di produzione dell’olio».

Nel mondo ci sono 51 Globally important agricultural heritage systems e per l’Italia sono in fase di valutazione anche i vigneti di Soave.