Glifosato: «Rischio di conflitto di interessi nella valutazione Echa»

Coalizione #StopGlifosato lancia l’allarme e mette in guardia governo e regioni

[8 marzo 2017]

La Coalizione italiana #StopGlifosato si associa all’allarme lanciato da alcune associazioni in Europa sulla valutazione che l’European chemicals agency (Echa) dovrà rilasciare sul glifosato, e avverte governo e regioni italiane: «C’è un rischio conflitto di interessi nel Comitato dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (cha) che dovrà esprimersi a breve sul glifosato».

Dopo le proteste e le polemiche sulla sicurezza del glifosato, l’Unione europea ha rinviato il rinnovo dell’autorizzazione Ue del diserbante fino a quando l’Echa non concluderà la sua valutazione, entro novembre 2017.

Il comitato per la valutazione dei rischi dell’Echa si riunisce oggi e il 15 marzo per valutare gli impatti per salute e ambiente derivanti dall’uso del glifosato e #StopGlifosato e molte organizzazioni europee dicono che «C’è il rischio che 3 membri del comitato per la valutazione dei rischi (Rac) dell’Echa possano violare le regole della stessa agenzia europea sul conflitto di interessi. Si tratta del presidente del Comitato dell’Echa, Tim Bowmer, che ha lavorato per società di consulenza nel settore chimico per venti anni e il suo contratto con le industrie di questo settore si è concluso il giorno precedente alla data in cui è diventato presidente del comitato di valutazione dei rischi dell’Echa e di i altri 2 membri: Sławomir Czerczak, membro Rac per la Polonia, e a capo del Dipartimento di chemical safety of the Nofer Institute of occupational medicine e Tiina Santonen, membro Rac per la Finlandia, a capo del Chemical safety team del Finnish Institute of occupational health come hanno denunciato in una lettera aperta inviata all’Echa 20 Associazioni a livello europeo».

Greenpeace, che è tra i firmatari della lettera aperta inviata al direttore esecutivo dell’Echa Geert Dancet, evidenzia: «Eppure la valutazione sul rischio cancerogeno del glifosato avrà impatto sulla salute di milioni di persone in tutta Europa! Pretendiamo garanzie di assoluta indipendenza per gli esperti che esaminano questo dossier. Non è la prima volta che l’ombra dei colossi dell’agrochimica si estende sulle decisioni circa l’uso di sostanze pericolose: nel 2015, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc ha classificato il glifosato come “probabilmente cancerogeno per l’uomo”, ma l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha valutato che non vi sono sufficienti prove scientifiche che attestino un legame col cancro. L’Efsa ha basato la propria valutazione anche su “studi non pubblicati” prodotti dalle stesse aziende che ne chiedono la commercializzazione, non disponibili agli esperti della Iarc. Secondo la stessa Efsa, tali dati hanno costituito il “nucleo base” della propria valutazione. Non vi sembra che per una elementare norma di trasparenza debba cessare da subito la pratica di usare studi finanziati da aziende private e mai pubblicati?»

La portavoce della coalizione #StopGlifosato, Maria Grazia Mammuccini, sottolinea che «Si tratta di una valutazione che riguarda la salute dei cittadini europei e la tutela dell’ambiente in cui viviamo e dobbiamo avere assoluta garanzia d’indipendenza sugli esperti chiamati ad esaminare il dossier e invece anche questa volta ci troviamo di fronte ad un conflitto d’interessi. E’ fondamentale  che anche  il nostro Governo e le Regioni  vigilino attentamente su ciò che succede già domani a Bruxelles perché quello di cui c’è bisogno sono valutazioni scientifiche indipendenti. Si tratta di una valutazione che riguarda la salute dei cittadini europei e la tutela dell’ambiente in cui viviamo e dobbiamo avere assoluta garanzia d’indipendenza sugli esperti chiamati ad esaminare il dossier e invece anche questa volta ci troviamo di fronte ad un conflitto d’interessi.  E’ fondamentale  che anche  il nostro Governo e le Regioni  vigilino attentamente su ciò che succede già domani a Bruxelles perché quello di cui c’è bisogno sono valutazioni scientifiche indipendenti».

A febbraio, una vasta coalizione di organizzazioni della società civile ha lanciato un’Iniziativa dei cittadini europei (Ice) che chiede alla Commissione europea di «vietare il glifosato, riformare il processo di approvazione dei pesticidi a livello Ue, e impostare obiettivi vincolanti per ridurre l’uso dei pesticidi in Europa». Oltre 430 mila persone hanno già firmato, l’obiettivo della petizione è quello di raggiungere 1 milione di firme.