Glifosato in Toscana, ancora usato nonostante il divieto

La Forestale ha accertato una serie di illeciti amministrativi: la sintesi Arpat

[22 agosto 2016]

glifosato

Il glifosato rappresenta l’erbicida più diffuso al mondo (tra i maggiori produttori risulta la Monsanto) ed è al contempo stato inserito dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) tra i “probabili cancerogeni” per l’uomo (gruppo 2A). Da oggi in Italia sono entrate in vigore le prime restrizioni al commercio del glifosato, mentre all’interno della Regione Toscana il suo utilizzo nelle aree extra-agricole è già stato bandito da oltre un anno. Con quali risultati?

Nei giorni scorsi, come riporta l’Arpat, si è tenuta a Firenze una conferenza stampa del Corpo Forestale dello Stato per rendere noti gli esiti della campagna di controllo dei prodotti fitosanitari in Toscana, avviata nel mese di maggio di quest’anno. L’attività di controllo in questo settore è di particolare importanza – sottolineano dall’Agenzia – in quanto non solo tende alla protezione dell’ambiente ma soprattutto alla tutela della salute. I fitofarmaci, infatti, se non correttamente utilizzati, finiscono nella catena alimentare e possono potenzialmente creare problemi alla salute umana..

In neanche tre mesi la Forestale ha effettuato 108 controlli sull’intera filiera, in ambito agricolo ed extra-agricolo, di cui 44 hanno avuto esito irregolare. In totale sono state elevate 72 sanzioni amministrative, per un importo complessivo di oltre 57.000 €, 5 sanzioni penali con susseguenti comunicazioni all’autorità giudiziaria e, in tre casi, si è provveduto al sequestro di prodotti fitosanitari.

Guardando in particolare all’ambito extra-agricolo, i controlli sono stati realizzati in aree pubbliche, accessibili a persone di tutte le età (parchi e giardini pubblici, campi sportivi, scarpate stradali, fasce di rispetto delle linee ferroviarie, ecc.). Particolare attenzione – evidenziano sottolineano dall’Arpat – è stata riservata alla verifica dei trattamenti effettuati proprio con il glifosato, noto diserbante ad azione sistemica non selettivo, largamente utilizzato in ambito extra-agricolo nei casi in cui è necessario un diserbo totale dell’area senza distinzione tra piante utili e dannose: un impiego che in Toscana è però oggi proibito.

Ecco dunque che la Forestale ha accertato una serie di illeciti amministrativi: l’esecuzione di trattamenti con prodotti a base di glifosato in assenza del previsto nulla osta sanitario di competenza dell’Azienda Usl; l’esecuzione di trattamenti in violazione di specifiche ordinanze comunali di divieto in zone particolari; l’utilizzo di diserbanti in area non consentita (ad esempio in corrispondenza di sponde di corsi d’acqua).

I controlli della Forestale, per il momento, proseguono. Ciò non toglie che, guardando in ambito agricolo, l’utilizzo del glifosato rimane ampiamente diffuso: con oltre 100 tonnellate l’anno in Toscana (dati 2012) rimane la sostanza attiva più venduta per uso agricolo dopo lo zolfo.