Greenpeace preoccupata per il nuovo Testo unico forestale

Irresponsabile approvare frettolosamente la legge, il governo Gentiloni faccia un passo indietro

[14 marzo 2018]

Anche Greenpeace interviene sul decreto legislativo sulla revisione della normativa nazionale in tema di foreste e filiere forestali – in attuazione dell’articolo 5 della legge 28 luglio 2016, n. 154 – , il Testo unico forestale che potrebbe essere approvato in questi giorni dal Consiglio dei Ministri e dice che «Ha aspetti preoccupanti che consigliano un ripensamento, peraltro auspicato da una parte consistente del mondo accademico e delle associazioni ambientaliste».

Secondo Martina Borghi, responsabile campagna foreste di Greenpeace Italia, «Il testo del decreto legge sulle foreste che si vorrebbe approvare in Consiglio dei Ministri preoccupa perché impone una visione delle foreste come mero serbatoio da cui attingere legname e disconosce il ruolo importante che esse svolgono a livello ecologico».

Invece Greenpeace valuta positivamente alcuni aspetti del Testo unico forestale, «come l’armonizzazione di una normativa che è materia concorrente tra Stato e Regioni e che vede nel Paese una gran quantità di definizioni di “bosco”». Ma gli ambientalisti sottolineano che «Non è tuttavia accettabile che si tacciano i benefici naturalistici e ambientali dei boschi facendone oggetto soprattutto di una gestione economica».

Inoltre, Greenpeace Italia è preoccupata per l’’introduzione del termine “trasformazione” «per indicare l’eliminazione del bosco e che tale trasformazione possa essere compensata con altre opere e servizi (come un rimboschimento qualsiasi, anche in luoghi fisicamente distanti), o addirittura con una strada forestale oppure con un’oblazione alla Regione».

La Borghi conclude: «Approvare frettolosamente una legge così importante per le nostre foreste e per migliaia di specie animali e vegetali è un atto irresponsabile. Chiediamo al Governo Gentiloni di fare un passo indietro»