I numeri del biologico in Toscana, con la marcia in più dei Biodistretti

Intere aree ‘bio’ (il 33% della superficie agricola) nel Chianti Classico e San Gimignano

[19 giugno 2014]

La Toscana è coltivata con metodi biologici per il 12% (9% media nazionale). Dove sono presenti i Biodistretti 1 campo su 3 è Bio, con produzioni di qualità nel vino, olio, seminativi e allevamenti. 

Toscana terra di produzioni biologiche, ma dove ci sono i Biodistretti addirittura 1 campo su 3 è bio. Se il 12% del territorio toscano è, infatti, ad agricoltura biologica (il 9% è la media nazionale), ci sono aree che fanno del biologico un vero e proprio modello agricolo e motore di sviluppo sostenibile, come nel caso dei Biodistretti di Gaiole in Chianti, di San Gimignano e di Greve in Chianti, dove il 33% della superficie agricola è ‘bio’, considerando i vigneti 28%; oliveti 31%; seminativi 47%. E’ quanto emerge dalla ricerca di “Bio Pride – orgogliosi di essere Bio”, l’evento 100% biologico in programma a Gaiole in Chianti (Si), il 21 e 22 giugno; in programma all’Auditorium comunale nelle ex Cantine Ricasoli, organizzato dal Biodistretto Chianti Storico Gaiole in Chianti, e Stazione Sperimentale per la Viticoltura Sostenibile, in collaborazione con i Biodistretti di San Gimignano e Greve-Panzano.

«L’agricoltura biologica – sottolinea Amelia Perego, responsabile Bio Pride – è la dimostrazione che si può lavorare bene, con produzioni di alta qualità, che creano reddito per le aziende agricole, rispettano l’ambiente e sono sane per le comunità locali e per i consumatori». «Nel settore vitivinicolo – aggiunge Monica Coletta, agronoma e vicepresidente del Biodistretto Chianti Storico – il potenziale è enorme, con 1415 ettari di vigneto condotto in biologico (552 ettari a San Gimignano, 556 a Greve e 307 a Gaiole in Chianti), ed  potenziale produttivo di alta qualità di 5 milioni di bottiglie. Ma i dati a nostra disposizione sono molto positivi anche sulle produzioni di olio e seminativi, questi ultimi particolarmente nelle aree vocate come San Gimignano. La sfida è quindi, quella di mettere in filiera questo potenziale e lavorare sul trasferimento della conoscenza e sull’innovazione tecnica e sociale». 

Nel comune di Gaiole  in Chianti (30% della superficie agricola è bio) sono presenti 34 aziende agricole biologiche. Su 1220 ettari a vigneti, 307 ha. sono bio (pari al 26%); gli ettari di oliveti bio sono 111 su 356 (32%), ed i seminativi  111 ha. bio su 232 (48%). 5 allevamenti su 12 sono condotti con metodi biologici.

Sono 72 invece le aziende agricole condotte con metodi biologici a San Gimignano (36% superficie bio). Il 34% dei vigneti – in particolare dove si produce la Vernaccia di San Gimignano Docg – è bio (552 ettari su 2163); gli oliveti bio sono 180 ha. su 531 ha. (34%), ed i seminativi 754  ha. bio su 1466  (52%). Gli allevamenti di San Gimignano sono 44 in totale e di questi 15 sono condotti con metodi biologici. 

A Greve in Chianti (32% superficie bio) operano 81 aziende agricole biologiche. Per quanto riguarda le superfici ci sono 556 ettari di vigneti bio su 1761 ha. (32%), 250 ha. di oliveti bio su 879 ha. (29%); mentre gli ettari a seminativo bio sono 222 bio su 591 (38%). Da sottolineare anche come 11 allevamenti su 33 siano condotti con metodi biologici.

Caso emblematico è poi Panzano in Chianti, zona viticola del Chianti Classico (nel comune di Greve in Chianti) particolarmente vocata, dove – grazie alla coesione dei produttori e all’impegno  della Stazione Sperimentale per la Viticoltura sostenibile e dell’agronomo Ruggero Mazzilli (il ‘padre’ dei Biodistretti) – l’83% dei vigneti è biologico (500 ettari su 600). E’ stato il primo biodistretto vitivinicolo costituito in Europa, un vero e proprio progetto pilota che si è rapidamente diffuso nei territori circostanti ed è stato portato ad esempio anche in altre zone viticole.