In Toscana autunno da record per i funghi: le regole per una raccolta corretta, spiegate

Le previsioni quest’anno sono per un raccolto ben superiore a quello delle annate normali

[20 settembre 2018]

Dopo un 2017 particolarmente negativo per gli effetti della siccità che hanno lasciato a mani vuote molti appassionati di funghi, la stagione 2018 si annuncia al contrario molto prolifica: ad agosto è caduto il 92% di precipitazioni in più rispetto alla media, il che secondo Coldiretti Toscana ha creato le condizioni favorevoli alla crescita dei funghi per i quali si preannuncia un autunno da record.

Certo, le condizioni atmosferiche avverse di quest’estate hanno creato più di un problema all’agricoltura regionale e nazionale, favorendo però la nascita di funghi che – per essere rigogliosa – richiede come condizioni ottimali terreni umidi senza piogge torrenziali, una buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura all’interno del bosco.

Le previsioni quest’anno sono per un raccolto ben superiore a quello delle annate normali, e infatti nei boschi della Toscana è iniziata, ormai da diversi giorni, la ricerca dei funghi. I posti dove cercarli non mancano di certo:  «La nostre Regione – ricorda Tulio Marcelli, presidente Coldiretti – è per almeno la metà un bosco. Con 1 milione e 200.000 ettari ha la più ampia superficie boscata in Italia, pari al 53,4% del territorio toscano. La Toscana rappresenta un enorme polmone verde che non è decisivo solo per la qualità dell’aria che respiriamo, ma anche per gli assetti idrogeologici, per quelli paesaggistici, e per quelli economici».

In termini di valore assoluto la provincia con più superficie a bosco è Firenze (oltre 180.000 ettari) seguita da Arezzo (179.000) e Grosseto (178.000). Se invece si considera il rapporto tra bosco e superficie totale la provincia più boscata è Massa Carrara, con il 78% del territorio coperto da boschi, seguita da Lucca, 68,1 e Pistoia (61,1). I boschi toscani sono formati prevalentemente da piante di quercia, castagno e carpino (73%) seguiti da leccete e sugherete (12,8) e da faggete (8,9%). Gran parte dei nostri boschi (oltre l’80%) è però di proprietà privata, il 13,8% di proprietà pubblica, mentre un 6% risulta non classificato.

Da non sottovalutare è l’importanza socio-economica della raccolta dei prodotti del sottobosco e in particolare di marroni e castagne, di funghi e tartufi: l’autunno rappresenta una boccata di ossigeno per gli appassionati alla caccia di porcini, finferli, trombette, chiodini. Per chi preferisce cercarli nel bosco anziché in negozio – dove è bene ricordare che l’indicazione del Paese di origine è sempre obbligatoria, come per tutti i prodotti ortofrutticoli freschi – ci sono però regole precise da seguire: il prontuario fornito da Coldiretti Toscana, riportato integralmente qui di seguito, offre una panoramica completa sull’argomento.

Le regole per la raccolta funghi in Toscana

Per la raccolta dei funghi sul territorio toscano occorre l’autorizzazione che viene rilasciata dalla Regione Toscana, e non più dal Comune di residenza del richiedente. L’autorizzazione è valida su tutto il territorio regionale; per la ricerca all’interno dei parchi, nazionali o regionali, occorre prendere visione dei rispettivi regolamenti che possono prevedere ulteriori autorizzazioni e/o modalità di raccolta diverse da quelle fissate dalla legge regionale.

L’attuale disciplina prevede per i residenti in Toscana che vogliono raccogliere i funghi epigei spontanei nel solo territorio del Comune di residenza non sono tenuti a munirsi di alcuna autorizzazione, viceversa per raccogliere i funghi epigei spontanei al di fuori del Comune di residenza occorre effettuare un versamento sul conto corrente postale n.6750946 intestato a Regione Toscana, un bonifico tramite codice IBAN (IT87 P076 0102 8000 0000 6750 946), oppure un versamento tramite IRIS, la piattaforma della Regione Toscana per i pagamenti su servizi toscana. La ricevuta deve riportare la causale ‘Raccolta funghi’ e le generalità del raccoglitore e va conservata e portata con sé al momento della raccolta, insieme a un documento di riconoscimento.

Per ottenere l’autorizzazione devono essere versati i seguenti importi: uro 13,00 per l’autorizzazione personale semestrale e Euro 25,00 per l’autorizzazione personale annuale.

Nel caso di residenza in territori classificati montani tali importi sono ridotti del 50%. Di analoga riduzione beneficiano i soggetti di età compresa fra i 14 ed i 18 anni in possesso dell’attestato di frequenza ai corsi di cui all’art. 17 della legge regionale n.16/1999.

I non residenti in Toscana devono utilizzare l’autorizzazione turistica. Anche in questo caso il versamento deve essere effettuato sul conto corrente postale n. 6750946 intestato a Regione Toscana, oppure con bonifico tramite codice IBAN (IT87 P076 0102 8000 0000 6750 946).

Gli importi sono pari ad Euro 15,00 per l’autorizzazione turistica giornaliera, Euro 40,00 per l’autorizzazione turistica valida per 7 giorni consecutivi e Euro 100,00 per l’autorizzazione turistica valida un anno. La data o l’indicazione della settimana devono essere obbligatoriamente aggiunte nella causale dopo la dicitura ‘Raccolta funghi’.

I dati della persona che effettuerà la raccolta devono essere riportati sul bollettino in tutte le parti che lo compongono; analogamente, nel caso di versamento effettuato da chi esercita la potestà genitoriale per conto di minori di anni diciotto, dovranno essere riportate le generalità del minore. La ricevuta del versamento va conservata e portata con se al momento della raccolta dei funghi unitamente a un documento di riconoscimento.

Il limite di raccolta giornaliero per persona è di tre chilogrammi a testa, salvo il caso di un singolo esemplare o più esemplari concresciuti di peso superiore; il tetto giornaliero sale a dieci solo nel caso in cui i residenti nei territori classificati montani della Toscana facciano la raccolta nel proprio comune di residenza.

Non ci sono limiti, invece, per imprenditori agricoli e soci di cooperative agroforestali che, in possesso dell’attestato di idoneità al riconoscimento delle specie fungine rilasciato dagli Ispettorati micologici, svolgano la raccolta, a fini di integrazione del proprio reddito, nella provincia di residenza. In questo caso occorre far pervenire una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) allo sportello unico per le attività produttive (SUAP).

E’ vietata la raccolta di esemplari delle seguenti specie, nel caso in cui la dimensione del cappello sia inferiore a quattro centimetri per il Genere Boletus sezione Edules (porcini) e due centimetri per l’Hygrophorus marzuolus (dormiente) e per il Lyophyllum gambosum (prugnolo). E’ vietata inoltre la raccolta dell’ovolo buono quando non sono visibili le lamelle. 

La raccolta dei funghi epigei è consentita nei boschi e terreni non coltivati nei quali è permesso l’accesso e non sia riservata la raccolta dei funghi stessi. Nei parchi nazionali e regionali e nelle altre aree protette la raccolta dei funghi può essere soggetta a norme diverse e subordinata al possesso di autorizzazioni rilasciate dai soggetti gestori, sulla base di specifici regolamenti.

La raccolta può essere esercitata da un’ora prima del sorgere del sole a un’ora dopo il tramonto. Nella raccolta non devono essere usati strumenti che rovinano il micelio, lo strato superficiale del terreno e gli apparati radicali della vegetazione (rastrelli). I funghi devono essere riposti in contenitori rigidi e areati, atti a diffondere le spore. E’ vietato l’uso di sacchetti di plastica.