Sul monte Serra bruciati 1400 ettari: l’anno scorso ne andarono a fuoco 2200 in tutta la Toscana

Coldiretti: «Rialzare la testa» dopo i gravi danni alle imprese agricole. La Regione vieta la caccia, ma non agli ungulati

[2 ottobre 2018]

Spento finalmente l’incendio che ha devastato il Monte Serra spento l’incendio inizia la fase del ritorno alla vita normale, ma sarà dura.  Coldiretti dice che «Per capire l’entità del disastro bastano due numeri: l’anno scorso in tutta la Toscana, a causa di una straordinaria siccità, si è raggiunto il record di 2200 ettari di bosco bruciati, il rogo del Monte Serra da solo ha interessato un’area di 1400 ettari. 150 gli ettari di olivi bruciati per circa 20.000 piante soprattutto sul versante da Caprona a Cascina in località Crespignano, Noce e Lugnano. Considerando che ogni  ettaro produce circa 25 quintali di olive per una resa di olio intorno ai 5 quintali, si capisce che l’impatto economico di questo incendio sarà importante con la perdita di circa 750 quintali di olio per almeno cinque anni».

Per 1.000 ettari sui quasi 1.400 bruciati dal fuoco, la Regione Toscana ha deciso il divieto di caccia fino al 31 gennaio, cioè fino alla chiusura della stagione venatoria, permettendo però nella fascia protetta la caccia al cinghiale e agli altri ungulati. Una scelta criticata da alcune associazioni ambientaliste, Coldiretti spiega che «Il perimetro della “fascia di rispetto”, suscettibile di piccoli eventuali aggiustamenti, in alcune zone corre quasi prossimo al bosco colpito dall’incendio, in altri casi si muove molto più lontano».

La Regione Toscana ha anche re-istituito un nuovo periodo di divieto assoluto di abbruciamento dei residui vegetali dal 27 settembre al 10 ottobre (l’allerta estivo era cessato il 10 settembre), in base all’indice di pericolosità per lo sviluppo di incendi boschivi anche se le previsioni meteo, con l’arrivo delle piogge, sembra scongiurare tale evenienza.

La Coldiretti sottolinea che «Continua la conta dei danni per cittadini ed imprese agricole» e che «sul sito di Artea (Agenzia Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura) è aperta la procedura informatica per segnalare i danni subiti al fine del riconoscimento dello stato di calamità naturale. La scadenza per segnalare i danni è fissata al 19 Ottobre».

Il direttore di Coldiretti Toscana, Antonio De Concilio, conclude: «Superata l’emergenza, occorrerà intervenire rapidamente per far ripartire le attività produttive anche con interventi straordinari per il reimpianto delle coltivazioni andate distrutte dal fuoco. Occorre aver presente che al costo per  ripristinare la produzione, anche ricorrendo al reimpianto, di un oliveto o di un vigneto va aggiunto il danno per la mancata produzione  per diversi anni Bisognerà quindi tener conto della sopravvivenza delle aziende professionali di quei territori che vivono di agricoltura, La nostra Organizzazione è fianco delle imprese e collaborerà con le istituzioni, anche attraverso le strutture territoriali, per avviare la fase di rinascita di un territorio così profondamente ferito».