La Oxitec pronta a sperimentarle in Spagna

La mosca olearia Ogm salverà le olive del Mediterraneo?

Coalizione anti-Ogm: «Serio rischio per l’ambiente»

[21 novembre 2013]

La Oxitec, un’impresa biotech britannica, ha chiesto di effettuare i primi test sul campo in Europa di un insetto – una mosca olearia –  geneticamente modificato. Se riceverà i permessi l’Oxitec effettuerà un test su piccola scala in Spagna, dove libererà maschi Ogm di mosca olearia (Bactrocera oleae) con l’obiettivo di combattere i loro simili che parassitano gli oliveti. Queste mosche Ogm contengono un gene killer che uccide le femmine: se i machi geneticamente modificati si accoppiano con femmine selvatiche di Bactrocera oleae tutta la prole femminile muore, riducendo così le popolazione di mosche olearie.

Questa tecnologia Ogm è stata creata dal co-fondatore e direttore scientifico della Oxitec, Luke Alphey, che l’ha illustrata così alla Bbc: «La mosca olearia è l’unico parassita importante della produzione olivicola. In un anno cattivo, si può perdere tutto il raccolto di un uliveto. Ed è un parassita molto difficile da controllare, perché è stata trattato con insetticidi, ma ora molte hanno sviluppato resistenza».

Gli uliveti coprono 5 milioni di ettari nell’Unione europea e secondo Oxitec solo in Grecia l’industria delle olive spende circa 35 milioni di euro all’anno in insetticidi per tenere sotto controllo le mosche olearie che possono provocare danni per 650 milioni di euro all’anno.

La Oxitec non è nuova alla creazione di insetti Ogm: in Brasile sta testando anche zanzare geneticamente modificate con geni killer per le femmine ed assicura che da un recente studio effettuato a Mandacaru, in Brasile, è risultata una riduzione del 96% della popolazione di Aedes aegypti , le zanzare che trasmettono la dengue. La tecnologia si basa sull’iniettare nelle uova di insetti con il gene letale, un pezzo di codice genetico che essenzialmente programma le mosche a morire quando si stanno sviluppando. La modifica Ogm è stata messa a punto in modo da uccidere le femmine: in laboratorio, gli scienziati allevano i maschi di mosca olearia e zanzare con un integratore alimentare che agisce come un antidoto a questo gene assassino. Quindi possono riprodursi e la prole che produrranno le femmine che si accoppiano con loro produrranno solo maschi, alla fine non ci saranno più femmine e l’intera popolazione di insetti scomparirà.

Alphey spiega: «Una volta che questi maschi mosche geneticamente modificate vengono rilasciati, cercheranno le femmine selvatiche, si accoppieranno con le femmine e poi la loro prole femminile che erediterà quel gene morirà mentre cresce. Abbiamo fatto per anni esperimenti di laboratorio ed esperimenti in gabbia, e un esperimento in una serra a Creta e il prossimo passo è la prima transizione sul campo, che è quello che farò questo test in Spagna».

Se le autorità spagnole daranno (come sembra probabile) il permesso i ricercatori britannici libereranno le mosche geneticamente modificate in uliveti ricoperti da reti per contenere gli insetti e per evitare che l’esperimento «Sia sommerso dalle mosche nell’ambiente».

Ma le mosche olearie Ogm non piacciono a tutti: già il 7 ottobre nel comunicato congiunto “Scacciare la mosca olearia transgenica” Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica (Firab), Etc Group, Food and Water Europe, Amigos de la Tierra España, Friends of the Earth Spain, Friends of the Earth US, Gene Ethics (Australia), GeneWatch UK, Madge Australia Inc, La Red Por una América Latina Libre de Transgénicos, Third World Network scrivevano: «Si tratta di un serio rischio per l’ambiente e di una tecnologia non testata e validata, rischio aggravato dal fatto che i ceppi di insetti ingegnerizzati sono esotici e non attinenti agli ambienti in cui verranno lanciati».

Le associazioni sottolineano che «Una delle principali inquietudini di carattere ambientale è relativa al fatto che il ceppo di mosca dell’olivo utilizzato da Oxitec non è nativo della Spagna, ma è stato ingegnerizzato a partire da un ceppo greco incrociato con ceppi israeliani; situazione analoga in Brasile dove sembra che siano utilizzati ceppi di moscerini della frutta di origine guatemalteca). Sotto un profilo ecologico e agronomico si nutre il timore di introdurre individui portanti diversi livelli di resistenza ai pesticidi, come evidenziato da studi sulle mosche dell’olivo in Grecia. Il rilascio in ambiente di ceppi di parassiti entomologici non-nativi è di norma vietato nel quadro delle disposizioni europee sul controllo dei fitofagi in quanto alcune caratteristiche indesiderate potenzialmente presenti nel ceppo di nuova introduzione, come la resistenza ai pesticidi, possono diffondersi nella popolazione selvatica. Valga ad esempio quanto avvenuto nel Regno Unito, dove è stata bloccata in considerazione della “possibile presenza di geni di resistenza agli insetticidi non presenti negli insetti locali” la richiesta di autorizzazione di immissione in ambiente avanzata da Oxitec per varianti transgeniche di tignola delle crucifere (Plutella xylostella), proprio perché l’azienda prevedeva di ricorrere a un ceppo esogeno». Altre preoccupazioni riguardano il gran numero di larve Ogm morte e vive rinvenibili nel frutto avviato al consumo e all’impatto di insetti geneticamente modificati sugli ecosistemi.

La Oxitec ribatte che il raccolto successivo al test spagnolo verrà distrutto e sostiene che la tecnologia potrebbe avere significativi benefici ambientali. Alphey ha sottolineato che «Le mosche maschio cercano e si accoppiano con una specie parassita, mentre i pesticidi chimici possono influenzare un certo numero di diverse specie di insetti» ed Hadyn Parry, l’amministratore delegato dell’Oxitec aggiunge: «Dovrà essere approvato dalle autorità di regolamentazione dell’Ue e il regolatore non approverebbe un prodotto che comporta un rischio per la salute».

Ma Luca Colombo, segretario generale di Firab, evidenzia che «La tecnica degli insetti sterili, simile a quella ipotizzata con le varianti GM, si è dimostrata inefficace con popolazioni abbondanti di parassiti, come potrebbe succedere in alcune annate con la mosca olearia. D’altro canto, nei paesi mediterranei il lancio precoce di milioni di esemplari sterili può rivelarsi economicamente sconveniente con stagioni caratterizzate da una presenza dei parassiti al di sotto della soglia di danno economico».

Secondo Helen Wallace, direttrice di GeneWatch UK, «L’uso di ceppi non-nativi è avventato perché i parassiti GM di Oxitec non sono sterili e i maschi GM possono sopravvivere e riprodursi con mosche di origine locale per molte generazioni, È molto rischioso introdurre tali ceppi non-nativi di parassiti permettendo la diffusione di caratteristiche nocive come la resistenza ai pesticidi non sradicabili una volta che si diffondono attraverso la popolazione naturalmente presente».

Anche Blanca Ruibal, di Amigos de la Tierra España, è molto preoccupata: «È scioccante apprendere che il rilascio di ceppi non-nativi GM da parte di Oxitec sia stato bloccato in Inghilterra, ma possa essere ammesso negli stessi termini in Spagna».