Il progetto europeo “Life Resilience” testato in Toscana dal Cnr

La resilienza per contrastare la Xylella degli olivi

[2 luglio 2018]

A Follonica (Grosseto), all’Azienda sperimentale di Santa Paolina del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) è stato presentato presso il progetto “Life Resilience”, che vede come capofila l’impresa spagnola Galpagro insieme all’Università di Cordoba, altre imprese e associazioni di produttori agricoli europei, Il progetto, finanziato dall’Unione europea sui bandi Life “Adattamento ai cambiamenti climatici”, vede come unici partner italiani l’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ivalsa) per la parte scientifica e l’azienda La Traversagna del gruppo Salov.
Claudio Cantini, referente scientifico del progetto per Ivalsa, spiega che «Lo scopo principale del progetto è quello di preparare in qualche modo gli impianti olivicoli ad affrontare e se possibile contrastare la rapida diffusione del batterio Xylella fastidiosa che vive e si riproduce all’interno dei vasi xilematici delle piante compromettendo fino alla morte la vitalità degli olivi. Questa nuova malattia si diffonde in maniera velocissima e diversi focolai sono già stati individuati in varie parti del bacino mediterraneo. La sua pericolosità è tale da poter cambiare per sempre l’aspetto del nostro ambiente agrario e danneggiare irreversibilmente la produzione olivicola europea. Occorre quindi attrezzarsi per affrontare la penetrazione del batterio nelle zone olivicole ancora indenni».

Al Cnr Cnr-Ivalsa aggiungono che «Il metodo che verrà utilizzato si basa sul principio di resilienza, ovvero sulla capacità del sistema agroambientale di resistere al cambiamento, rafforzando le proprie difese. A questo scopo saranno utilizzate alcune pratiche agronomiche per la gestione del suolo e dell’entomofauna e verranno eseguiti trattamenti con prodotti in grado di potenziare i meccanismi di difesa naturale delle piante».

Durante l’evento di presentazione del progetto sono state presentate le attività già svolte dal Servizio fitosanitario della Regione Toscana, mentre una panoramica sullo stato dell’arte e sulle ultime ricerche in tema di Xylella sono state fornite da Cantini e da Anita Nencioni dell’università di Firenze. Le attività del progetto sono appena iniziate e si concluderanno a dicembre 2021, e i ricercatori sottolineano che «verranno utilizzate e messe in pratica tutte le informazioni scientifiche provenienti dai progetti di ricerca europei già finanziati sul programma Horizon 2020».

Cantini conclude: «Il contrasto alla Xylella fastidiosa non può seguire una ricetta unica, occorre agire su un complesso di fattori integrando tutte le conoscenze in merito al patogeno, alla pianta e ai possibili vettori, agendo in modo diversificato nei diversi ambienti di coltivazione, “Life Resilience”, con azioni coordinate tra Spagna, Portogallo e Italia proverà a fare tutto questo: individuare varie zone nelle quali far partire un’attività pilota, agire sul monitoraggio e sul contrasto, fornire metodologie applicative da seguire a livello pratico, divulgare le informazioni agli imprenditori agricoli e alle associazioni di categoria».