Obiettivo, tagliare fino al 70% i costi sostenuti utilizzando il gas

Dopo la Toscana, anche in Olanda arrivano le serre geotermiche

I Geothermal Vierpolders utilizzano l’energia del sottosuolo per riscaldare 49 ettari

[19 agosto 2016]

serre geotermiche

Un consorzio di nove coltivatori olandesi – i Geothermal Vierpolders – ha recentemente iniziato ad utilizzare l’energia geotermica per riscaldare le proprie serre, nel tentativo di produrre raccolti con metodi più sostenibili: 49 gli ettari interessati, nel sud-ovest dei Paesi Bassi e non lontano dalla nota città portuale di Rotterdam.

I coltivatori producono un’ampia gamma di colture, tra cui pomodori e melanzane. Paul Grootscholten (nella foto), uno dei Geothermal Vierpolders, spiega che finora per riscaldare le serre sono stati usati in media 1,2 milioni di metri cubi di gas naturale ogni anno, un ammontare che si progetta di tagliare del 40-50% già quest’anno, fino a una drastica decurtazione del 60-70% nel corso del 2017. Un obiettivo che fa bene all’ambiente come al portafoglio, e che costituisca un ottimo esempio: Grootscholten testimonia come l’utilizzo dell’energia geotermica all’interno delle serre sia in aumento in Olanda. «Solo quest’anno ci saranno tre nuovi siti geotermici – specifica – e l’anno prossimo ho sentito che ce ne saranno altri quattro o cinque. È sicuramente un settore in crescita».

Un settore dove la Toscana ha saputo muoversi in anticipo: nel 2015 la geotermia ha fornito al nostro territorio calore per riscaldare circa 9.700 utenti residenziali, 6 aziende dei territori geotermici, circa 30 ettari di serre e 2 caseifici, alimentando un’importante filiera agricola e gastronomica. Ed è sempre qui che, ormai dal lontano 2009, la Comunità del Cibo a Energie Rinnovabili – nata da un’intesa tra CoSviG, Slow Food Toscana, Fondazione Slow Food per la Biodiversità ed un gruppo aziende locali – rappresenta caseifici, frantoi, aziende vinicole ed allevamenti che si sono poste come priorità quella della sostenibilità ambientale.