Le biotecnologie per l’ambiente e l’agricoltura sostenibile si studiano a Firenze

Un nuovo corso di laurea magistrale nell’Ateneo toscano per i futuri manager di settore

[31 luglio 2017]

«Una pianificazione responsabile delle risorse del nostro pianeta richiede la loro gestione ecosostenibile e la ricerca di soluzioni che possano garantire l’utilizzo e il riuso delle risorse tramite lo sviluppo e l’applicazione di processi biotecnologici innovativi che garantiscano un basso impatto ambientale delle attività produttive». Un modus operandi che, declinato a livello toscano, viene proposto all’interno del nuovo corso di laurea magistrale dell’Università di Firenze in Biotecnologie per la gestione ambientale e l’agricoltura sostenibile (“Biotechnology for Environmental Management and Sustainable Agriculture”/BIO-EMSA).

Come spiega Roberto De Philippis (nella foto), docente di Biotecnologie microbiche e coordinatore del corso, la «progressiva integrazione tra le politiche agrarie e quelle ambientali rende necessaria la formazione di un manager capace di valutare gli effetti dei cambiamenti climatici sull’ambiente e sulle produzioni agricole primarie e allo stesso tempo capace di impostare nuovi modelli produttivi ecosostenibili. Quali colture sono più adatte per caratteristiche genetiche alle più elevate temperature che stiamo registrando negli ultimi decenni? La nuova figura professionale che nascerà da questa laurea magistrale dovrà trovare soluzioni a queste problematiche durante il corso si approfondirà anche la conoscenza di nuovi fitopatogeni, di agenti che non appartengono alle nostre latitudini ma che si stanno diffondendo anche grazie ai cambiamenti climatici. Attraverso le tecniche di biotecnologia è possibile infatti anche ridurre l’uso di antiparassitari utilizzando forme di lotta biologica contro gli agenti fitopatogeni».

Il percorso formativo del nuovo corso di laurea magistrale è fortemente multidisciplinare e dà molto spazio alle attività di laboratorio dove gli studenti saranno chiamati ad affrontare problemi reali e a individuare possibili soluzioni: capire l’impatto dei cambiamenti climatici sui sistemi biologici di interesse agrario, sviluppare le produzioni agrarie tenendo conto dei cambiamenti climatici secondo principi ecosostenibili, usare le biotecnologie per ottenere nuovi prodotti tramite bioprocessi eco-compatibili a partire da prodotti di scarto, gestire gli allevamenti di bestiame cercando di ridurre le emissioni all’origine dell’effetto serra, sfruttare i residui di biomasse (cellulosa, paglia, microalghe) per ottenere energia (biogas, idrogeno, biodiesel), sono solo alcuni esempi delle competenze che la nuova figura di “biotecnologo magistrale” potrà acquisire grazie al corso di laurea magistrale dell’Università di Firenze.

Per lavorare poi in che ambito, una volta conquistata la laurea? Il profilo di biotecnologo magistrale – spiegano dall’Unifi – può collocarsi sul mercato del lavoro presso aziende agrarie interessate a sviluppare produzioni vegetali e animali ecosostenibili, imprese biotecnologiche nei settori delle bioenergie e della coltivazione di prodotti tramite processi a basso impatto ambientale, agenzie europee ed enti nazionali, università e istituti di ricerca.