Le donne, l’altra metà della terra

«In Africa le donne costituiscono la maggior parte della forza lavoro agricola, ma sono anche le ultime ad avere un diritto riconosciuto alla proprietà della terra»

[7 dicembre 2017]

In Africa sono le donne a lavorare la terra, curare le coltivazioni e produrre il cibo. Quasi mai, però, sono proprietarie della terra che lavorano o ne gestiscono i ricavi prodotti. Per leggi consuetudinarie e patriarcali, è un uomo a garantire per loro e prendere i frutti del lavoro.

Fatou, nata in Senegal, nella regione di Kedougou, era una di queste donne destinate a sottostare al fenomeno di land grabbing, se non avesse deciso di lottare per diventare indipendente. Assieme a un gruppo di donne del suo villaggio, ha creato una cooperativa che permette alle donne di lavorare insieme per sostenere i propri diritti e gestire il ricavato del loro lavoro. Fatou è una delle tante donne che partecipano al progetto “Terre et paix” di Cospe che in Niger, Mali e Senegal lavora per contribuire all’emancipazione socio-economica delle donne delle comunità rurali e la valorizzazione del loro ruolo per il raggiungimento della sovranità alimentare.

In Senegal in particolare, secondo il Gender and land rights database (Glrd) della Fao, il 9,1% delle donne è titolare di appezzamenti di terra ma solo il 5% di loro è proprietaria terriera. Questi dati, così come la storia di Fatou (nella foto, ndr), sono solo un esempio di una situazione che riguarda quasi tutti i contesti rurali, in particolare nei Paesi dell’Africa subsahariana.

«In Africa le donne costituiscono la maggior parte della forza lavoro agricola, ma sono anche le ultime ad avere un diritto riconosciuto alla proprietà della terra: guadagnano solo il 10% del reddito globale e possiedono meno del 2% della terra – dichiara la direttrice dipartimento di Cooperazione internazionale Cospe Federica Masi – Cospe sostiene il mondo femminile per affermare che la questione di genere deve entrare nell’analisi di grandi temi dei diritti alla terra e all’acqua, per tutti e tutte. Lavorare ai difficili percorsi di accesso alla terra significa anche contribuire alla prevenzione dei conflitti».

Sostieni anche tu Cospe nei suoi progetti sulle contadine africane, per far valere i loro diritti di accesso e proprietà della terra.  Guarda la campagna di Natale in favore di Fatou e le altre donne contadine su https://sostieni.cospe.org/

di Chiara Sgreccia – volontaria Cospe per greenreport.it

photo credits Alessandro Cinque