Gli enti locali chiedono un provvedimento di divieto per impedire nuove semine

Le regioni dicono No agli Ogm: ora si deve muovere il governo

[12 luglio 2013]

Le regioni confermano la loro assoluta contrarietà a consentire la coltivazione di Ogm (Organismi geneticamente modificati) sul territorio nazionale. Questo, in sintesi, è quanto emerso dalla  Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che si è tenuta ieri.

Nell’ordine del giorno approvato viene ricordato che le Regioni in passato più volte hanno chiesto al Governo di procedere all’attivazione dell’esercizio della clausola di salvaguardia (prevista dall’art. 23 della Direttiva 2001/18/CE2) “ad oggi, nonostante le richieste delle Regioni e del Parlamento, il Governo non ha ancora proceduto con l’attivazione delle procedure di emergenza (ai sensi dell’articolo 34 del Regolamento CE n. 1829/2003, in base della procedura prevista dall’articolo 54 del Regolamento CE n. 178/2002).

Nel frattempo sono avvenute semine di mais MON810 in Friuli Venezia Giulia e  tale coltivazione può rappresentare – come documentato dal dossier che Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (Cra) ha predisposto su incarico del Ministero delle politiche agricole – un rischio per l’agroambiente anche in relazione ad eventuali contaminazioni di colture biologiche e convenzionali”. E’ urgente ora emanare un provvedimento di divieto per impedire ulteriori semine sul territorio per questo la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome  ha chiesto al Governo di attivare le procedure di emergenza in base ai Regolamenti comunitari suddetti, con la sollecita emanazione del conseguente provvedimento di divieto di coltivazione di Ogm.

Nell’occasione le Regioni si sono dichiarate disponibili a lavorare congiuntamente con il Governo per definire i contenuti di una norma nazionale che affronti in maniera organica la problematica Ogm e che colmi il vuoto legislativo che si è prodotto a seguito della sentenza della Corte Costituzionale, facendo salva la clausola di “salvaguardia”. Questa posizione è stata molto apprezzata da Aiab che invita a fare presto.  «Bene, la comunione di intenti dell’insieme delle istituzioni territoriali, ora è necessario sbrigarsi. Non è più possibile attendere.

Quanto scaturito dalla Conferenza delle Regioni – hanno aggiunto gli agricoltori biologici- conferma un quadro di larga condivisione e di totale alleanza territoriale tra istituzioni e rappresentanze sociali, produttive e di cittadinanza sul fronte NO Ogm. Il passo successivo, da compiere senza altro indugio, è quello di una concreta azione legislativa, che non ci possiamo più permettere di attendere».