Le specie invasive sono una minaccia globale per l’agricoltura

I Paesi dell'Africa sub-sahariana sono più a rischio, Cina e Usa sono la più grande minaccia

[22 giugno 2016]

Specie invasive foglia

Secondo lo studio “Global threat to agriculture from invasive species”, appena pubblicato su  Proceedings of the National Academy of Sciences,  le specie esotiche stando invadendo nuove aree e portano rapidamente alla rovina l’ecosistema locale e chi ci vive. Per il team di ricerca australiano-statunitense, guidato dalla  Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization (CSIRO), le specie aliene sono ormai diventate così comuni da essere considerate “normali”.

Per determinare i potenziali rischi di invasione e l’impatto, lo studio esamina la distribuzione a livello mondiale di circa 1.300 specie e  agenti patogeni invasivi, i flussi commerciali internazionali e le principali colture agricole di ciascun Paese, Si tratta della prima analisi di minaccia delle specie invasive riguardante la produzione agricola globale su una base Paese per Paese e che calcola i potenziale costo totale delle specie invasive in ciascuno dei 124 Paesi presi in esame.

Il principale autore dello studio, Dean Paini del CSIRO, ha detto che «La ricerca ha scoperto che i paesi più vulnerabili sono situati nell’Africa sub-sahariana. Questi paesi in genere non hanno economie diversificate, il che li rende sproporzionatamente più dipendenti dall’agricoltura. Di conseguenza, qualsiasi minaccia da parte di specie invasive può potenzialmente avere un impatto maggiore su questi Paesi.”

Lo studio ha anche determinato che i Paesi che rappresentano la più grande minaccia per il resto del mondo, basandosi sulla  portata delle esportazioni agricole e delle specie invasive che si sono già insediate. Ne è risultato che i due più grandi inquinatori del mondo,  Stati Uniti e la Cina, pongono anche la più grande minaccia come fonte di specie invasive, cosa non certo sorprendente, dato l’elevato numero di specie aliene  già presenti, il livello di esportazioni delle loro industrie e agricoltura e il loro ruolo di hub alimentari regionali con una vasta rete di partner commerciali.

Però, dato che sono i paesi con le più grandi industrie di esportazioni agricole, gli Usa e la Cina potrebbe anche sperimentare il maggior costo in assoluto di ulteriori invasioni di specie aliene. La devastazione operata da questi invasori non è solo ambientale: solo negli Usa gli insetti e gli agenti patogeni alieni provocano danni stimati in 40 miliardi di dollari all’anno a foreste e coltivazioni

«Tuttavia – dicono al CSIRO – la loro capacità di gestire e mitigare l’impatto attraverso mezzi come la gestione dei parassiti, la coltivazione delle piante, la sostituzioni delle colture, o le importazioni, significa che le loro industrie agricoltura non sono vulnerabili come quelle  dei Paesi in via di sviluppo». Eppure, come dicono gli scienziati della CSIRO, «Anche se le probabilità che  specie invasive che entrino in Australia sono relativamente alte, la minaccia globale per l’agricoltura è diminuita grazie alle nostre robuste pratiche di gestione», cosa che non succede in gran parte del resto del mondo.

Mentre i volumi del commercio continuano ad aumentare e la globalizzazione delle merci connette sempre più i Paesi, «Le pressioni provenienti dalle specie invasive  potranno d solo intensificarsi – dice Paini – Questa ricerca fornisce spunti che permetteranno di fare i primi passi verso la gestione delle specie invasive su scala globale.  Identificando  i Paesi e le regioni che sono più vulnerabili, i governi possono prendere decisioni informate per quanto riguarda l’impiego delle risorse necessarie per proteggere i loro confini e le loro industrie agricole, limitando l’ulteriore diffusione di specie invasive».

Uno dei collegamenti chiave che hanno permesso a Paini e ai suoi colleghi di arrivare a queste conclusioni è stata la conoscenza del legame tra le specie invasive e il commercio globale. Mentre le specie aliene possono arrivare in un nuovo Paese in moltissimi modi, gli studi precedenti avevano sempre trovato che il numero di specie invasive in un determinato Paese era legato ai sui livelli di commercio. Sapendo questo, i ricercatori hanno esaminato la percentuale delle importazioni totali dai partner commerciali di ciascun Paese per calcolare la probabilità che una specie invasiva arrivi in un determinato Paese. Poi hanno stimato la reale probabilità che le specie aliene si insedino in un nuovo Paese, analizzando con un algoritmo le loro distribuzioni di tutto il mondo. Questo metodo produce indici di verosimiglianza per l’insediamento e la proliferazione delle specie aliene nelle are dove attualmente non sono presenti, basandosi sulla loro diffusione attuale e su come interagiscono con altre specie. Infine, i ricercatori hanno esaminato la produzione agricola annua in ciascun Paese e hanno calcolato la minaccia di invasione di quelle coltivazioni a seconda di quale i parassiti le mangiano e di cosa e con chi si commercia.

I risultati indicano che un terzo dei 124 Paesi esaminati devono affrontare un rischio di invasione molto elevato, mentre solo 10 Paesi hanno un rischio molto basso. L’agricoltura italiana non sembra essre ad elevato rischio specie invasive.

Se in termini di costo assoluto, i paesi che sono importanti produttori agricoli, come Usa, Cina, India e Brasile, rischiano di avere le maggiori perdite, in termini di costi relativi, le specie aliene faranno i maggiori danni economici nei Paesi in via di sviluppo, in particolare quelli dell’Africa sub-sahariana, tra i quali Malawi, Burundi, Guinea, Mozambico ed Etiopia sono risultati i più vulnerabili. Ma nello studio non sono stati valutati – per mancanza di dati –  molti Paesi africani e la situazione per il continente nero potrebbe essere ancora più grave.