L’indice dei prezzi alimentari della Fao scende grazie al calo dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari

Nel 2018 nuovi record produzione mondiale e scorte di cereali

[2 novembre 2017]

A ottobre i prezzi dei prodotti alimentari sono scesi trainati dai prodotti lattiero-caseari e ora sono in media al  27% in meno del loro livello massimo raggiunto all’inizio del 2011.  A dirlo è l’indice dei prezzi alimentari della Fao che ha segnato una media 176,4 punti, un calo dell’1,3% rispetto a settembre, ma ancora il 2,5% più alto rispetto all’anno scorso.

L’Indice dei prezzi alimentari della FAO è un indice ponderato su base commerciale che misura i prezzi di cinque principali materie prime alimentari sui mercati internazionali e la Fao sottolinea che «L’indice dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari è diminuito del 4,2%, registrando il primo calo dal mese di maggio. Le quotazioni internazionali del burro e del latte intero in polvere sono scese, con gli importatori hanno sospeso gli acquisti in attesa di nuove forniture dall’Oceania, mentre la scarsa domanda e le ampie scorte d’intervento nell’Unione Europea hanno fatto calare i prezzi del latte scremato in polvere>.

Anche l’indice dei prezzi degli oli vegetali è sceso, dell’1,1% rispetto a settembre, come risultato del calo dei prezzi dell’olio di palma e di quello di soia, diminuiti per le positive prospettive della produzione.

Giù dello 0,7%, anche l’indice dei prezzi dello zucchero, iinfluenzato dall’indebolimento della moneta brasiliana – il più grande esportatore – e dalle prospettive di una più ampia produzione di barbabietole nell’Unione europea e in Russia.

Flessione dello 0,9% anche per l’indice dei prezzi della carne a causa di un’intensificata concorrenza tra gli esportatori di carni suine, combinata con una domanda fiacca d’importazioni, ha minato le quotazioni internazionali.

Anche se, secondo il Cereal Supply and Demand Brief, Bollettino Fao sull’offerta e la domanda mondiale di cereali pubblicato oggi, «la produzione mondiale di cereali nel 2017 dovrebbe superare marginalmente il picco del 2016», ad aumentare dello 0,4% è proprio l’indice dei prezzi cerealicoli in conseguenza dei prezzi più elevati del riso, anche se le quotazioni del grano sono state in genere più basse.

La Fao dice che «La produzione mondiale di cereali secondari è destinata a raggiungere un nuovo record, grazie all’espansione in Sud America e in Africa meridionale. La produzione di grano, invece, dovrebbe diminuire leggermente, calo dovuto principalmente ai minori volumi di raccolto previsti negli Stati Uniti, mentre la produzione mondiale di riso dovrebbe restare per lo più stabile».

Le ultime stime della Fao indicano per il 2018 «un aumento dell’1,0% nell’utilizzo di cereali a livello mondiale, con gli stock di cereali sulla buona strada per stabilire un nuovo livello record entro la fine delle stagioni 2018. Si prevede che le scorte globali di riso e di cereali secondari raggiungeranno livelli record, mentre quelli del grano li hanno già raggiunti. Data l’ampia offerta per l’esportazione, la concorrenza tra i maggiori esportatori nel prossimo anno dovrebbe rimanere tesa, con l’espansione dei volumi di commercio mondiale di mais, di sorgo e di riso che compenserà il declino previsto per il grano».

La FAO offrirà informazioni e analisi più dettagliate sulle principali tendenze dei prodotti alimentari il 9 novembre, quando sarà pubblicato il prossimo rapporto Fao Food Outlook.