L’innovazione in agricoltura fondamentale per ridurre le emissioni e per la sostenibilità ambientale

CAPsizing: sensibilizzare i cittadini su Pac, sviluppo rurale, biologico e lotta ai cambiamenti climatici

[26 settembre 2018]

«Come funziona la Politica agricola comune (Pac), come vengono gestiti i fondi, in che misura contribuisce all’espansione del biologico, nella promozione per il miglioramento della sostenibilità ambientale, nella lotta contro i cambiamenti climatici e nella diffusione di più sane abitudini alimentari», sono le domande a cui vuole rispondere “CAPsizing – Per la resilienza climatica” il nuovo progetto di formazione e informazione promosso da Kyoto Club con il contributo dalla Direzione generale agricoltura e sviluppo rurale della Commissione europea e che è stato presentato a Roma alla Rappresentanza italiana della Commissione Ue.
Gli strumenti  con cui Kyoto Club punta a sensibilizzare i cittadini, in particolare i giovani agricoltori,  sulle potenzialità della Pac sono webinar di approfondimento, formazione nelle scuole e nelle università, eventi di promozione per la digitalizzazione in agricoltura. Il tutto per favorire il livello di conoscenza e stimolare un dibattito incentrato sui possibili miglioramenti da apportare e su come si possa costruire un’agricoltura europea sempre più amica del clima e dell’ambiente.

«Tutto questo – sottolineano a Kyoto Club – in un momento cruciale per la riforma del settore e per la programmazione economica del periodo 2021-2027, attualmente in discussione a Bruxelles e Strasburgo. Secondo la proposta della Commissione, il bilancio della Pac  del nuovo periodo ammonta a circa 365 miliardi di euro, il 40% del quale è destinato all’azione climatica. Al nostro Paese spetterebbero circa 32 miliardi di euro».

Francesco Ferrante, vicepresidente di Kyoto Club, conclude ricordando che «E’ della settimana scorsa la notizia che dopo tre anni di stabilità, le emissioni di gas di serra sono tornate a crescere arrivando al record storico e davvero preoccupante di 32 giga tonnellate. Sembra che in barba alle raccomandazioni della comunità scientifica internazionale e agli stessi Accordi di Parigi, i governi di tutto il mondo non comprendano l’urgenza di cambiare modello sviluppo per fermare il cambiamento climatico. Eppure, le innovazioni tecnologiche che abbiamo a disposizione potrebbero aiutare molto. Anche in agricoltura. Un settore chiave non solo perché, contribuendo in maniera non irrilevante alle emissioni, deve essere coinvolto nella diffusione di pratiche agricole che le riducano, ma perché può svolgere anche un ruolo attivo e indispensabile nell’assorbimento di carbonio».