«La terra è stata l'origine del conflitto, e la terra ne offrirà la soluzione»

Lo sviluppo rurale come percorso di pace, Fao: la Colombia è un esempio per il mondo

Per la consegna delle armi da parte delle Farc, dopo 53 anni di conflitto, centrale il ruolo della riforma agraria e della proprietà fondiaria

[6 luglio 2017]

Il progresso della Colombia per abbracciare la pace attraverso lo sviluppo rurale dopo decenni di guerra civile può «riempire il mondo di speranza e di conoscenza», ha affermato oggi il Direttore Generale della Fao José Graziano da Silva. «L’unica via per la pace è quella del dialogo, della negoziazione, della cooperazione, dell’inclusione e dell’equità – ha detto Graziano da Silva – che è anche la via dello sviluppo rurale, dove nessuno viene lasciato indietro. Tutti speriamo che quanto sta avvenendo in Colombia possa rappresentare un modello altrove».

Nel paese, la Fao collabora con il governo e con organizzazioni della società civile e fornisce appoggio sulle politiche per tre nuove, importanti, istituzioni: un registro nazionale delle terre, un’agenzia nazionale per lo sviluppo rurale e un’agenzia nazionale per il rinnovo territoriale.

Un conflitto durato 53 anni è giunto da poco a conclusione con la consegna delle armi da parte delle Farc, secondo quanto previsto dall’accordo di pace negoziato negli anni e sottoscritto formalmente nel 2016. Il controllo della terra, le pratiche e i mezzi di sussistenza agricoli sono stati profondamente influenzati da anni di scontri, che hanno coinvolto buona parte del paese.

Il governo sta mettendo in atto oltre 80 leggi speciali e 1000 programmi per implementare i termini dell’accordo di pace, che spaziano dall’elettrificazione delle zone rurali, a programmi di (ri)formazione e schemi di sostegno per i membri della milizia, oltre a incentivi fiscali per le compagnie che costruiscono infrastrutture pubbliche. Il governo colombiano sta inoltre affidando ruoli di responsabilità a ex membri delle Farc nell’ampia campagna di sminamento del territorio – la Colombia è seconda solo all’l’Afghanistan per numero di mine anti-uomo sul territorio.

La campagna di riforma del governo punta a beneficiare circa 14 mila piccoli produttori agricoli e richiede il dialogo con i gruppi locali per genere e mettere in marcia programmi che coinvolgano le comunità e i rispettivi Paini di sviluppo territoriali.

«Il conflitto si è sviluppato soprattutto nelle aree rurali e come conseguenza gli abitanti di queste zone hanno opportunità molto inferiori a quelle di chi vive in città»,  ha affermato Rafael Pardo, Ministro colombiano per il Post-conflitto, i Diritti Umani, e la Sicurezza, che ha avuto un ruolo chiave nel processo di pace del paese.  «L’ampia esperienza della Fao e la sua diffusa presenza nel paese» ne fanno «un compagno fondamentale per tutte le attività di sviluppo rurale che verranno portate avanti nei 15 anni durante i quali l’accordo di pace verrà implementato», ha aggiunto.

Pardo ha sottolineato l’importanza della creazione, con l’aiuto della Fao, di un registro fondiario multi-scopo. Le questioni relative alle proprietà fondiarie sono fondamentali per riattivare l’enorme potenziale agricolo di un paese che utilizza solo un quarto della sua superficie agricola coltivabile, dove il conflitto ha sradicato famiglie intere, e dove, nonostante gli sforzi, permane una vasta produzione di foglie di coca. «La terra è stata l’origine del conflitto, e la terra ne offrirà la soluzione» ha affermato Rafael Zavala, il rappresentante della Fao ne paese.

Pardo ha poi delineato il programma e gli incentivi del governo per incoraggiare i contadini ad abbandonare la coltivazione della coca per colture alternative, affermando di sperare che oltre 50 mila famiglie li sottoscriveranno entro la fine dell’anno.

«Ogni paese ha i suoi processi e le sue dinamiche, ma alla fine è il dialogo che permette di trovare le soluzioni ai problemi»,ha ricordato Pardo. «La lezione più importante dell’accordo di pace colombiano è che esso va ben oltre i parametri tradizionali di un trattato di pace, come la smobilitazione, il disarmo e la reintegrazione. Quello colombiano è un accordo comprensivo che punta a trasformare e migliorare la vita e i mezzi di sussistenza nelle zone rurali. Non c’è possibilità di pace laddove una popolazione non ha la certezza della sicurezza alimentare».

di Fao