L’uso sostenibile dei biocidi secondo la Commissione europea

[22 marzo 2016]

biocidi

In tema di biocidi la Commissione Ue continuerà – invitando gli Stati membri a fare altrettanto – a concentrarsi e intensificare gli sforzi dedicati al programma di riesame dei principi attivi esistenti per garantire che sia completato al più tardi entro la fine del 2024. Così come proseguirà ad assicurare che, una volta approvati i principi attivi, le autorizzazioni dei prodotti siano rilasciate, modificate o revocate entro 3 anni. E continuerà ad avvalersi degli strumenti legislativi disponibili, in particolare seguendo con attenzione gli sviluppi dei documenti di riferimento sulle Bat che possono essere pertinenti per i biocidi utilizzati nei processi industriali.

Queste sono alcune delle conclusioni che emergono dalla relazione della Commissione presenta al Consiglio e al Parlamento europeo sul regolamento del 2012 relativo alla messa a disposizione sul mercato e all’uso dei biocidi (Bpr). Una relazione che oltre a illustrate come il Bpr contribuisca all’utilizzo sostenibile dei biocidi, riflette sulla possibilità di introdurre misure aggiuntive, in particolare per gli utilizzatori professionali, al fine di ridurre i rischi posti dai biocidi per la salute umana, per la salute animale e per l’ambiente.

Il regolamento del 2012 disciplina la messa a disposizione sul mercato e l’uso dei biocidi. E lo fa a partire dal primo settembre 2013 (data di entrata in vigore). Il suo obiettivo è quello di migliorare il funzionamento del mercato interno garantendo un elevato livello di protezione della salute umana e animale e dell’ambiente. Tanto che prevede un regime di autorizzazione basato su un approccio in due fasi. Una prima fase che prevede l’approvazione a livello di Ue, previo esame della sua pericolosità e dei possibili rischi del principio attivo responsabile dell’effetto biocida. Una seconda che prevede l’approvazione a livello di Ue o nazionale di qualsiasi biocida.

Però, per i principi attivi già sul mercato al momento dell’entrata in vigore della Bpd, ha introdotto un periodo transitorio per la valutazione dei principi attivi, durante il quale i biocidi che li contengono possono continuare ad essere immessi sul mercato secondo le prassi seguite a livello nazionale dagli Stati membri.

I biocidi – tra cui disinfettanti, preservanti del legno, insetticidi, repellenti per insetti o rodenticidi – sono una famiglia di prodotti destinati a distruggere o combattere organismi nocivi o indesiderati (ad esempio virus, batteri, funghi, insetti o animali vertebrati) che producono effetti dannosi sull’ambiente, gli animali, l’uomo, le sue attività o i prodotti che impiega o produce.

Occorre tuttavia osservare che nonostante i rischi connessi al loro uso, i biocidi svolgono un ruolo nella vita quotidiana dei cittadini dell’UE soprattutto là dove le alternative non chimiche potrebbero non essere sempre efficaci, pratiche o addirittura disponibili

Gli insetticidi e i disinfettanti sono ad esempio essenziali per la sanità pubblica nella lotta contro le malattie trasmesse da vettori (come malaria, dengue, chikungunya, zika), le malattie di origine alimentare (come salmonellosi e listeriosi) o le infezioni nosocomiali (come MRSA). I biocidi sono ampiamente utilizzati anche in materiali quali plastica, pitture, tessili, legno, ecc. per proteggerli dalla decomposizione provocata da microbi, funghi o insetti.

Ecco che la Commissione si chiede come l’uso dei biocidi possa essere sostenibile.

Per i biocidi l’uso sostenibile può essere definito come l’obiettivo di ridurre i rischi e l’impatto del loro uso sulla salute umana, sulla salute degli animali e sull’ambiente e di promuovere il ricorso a strategie o tecniche integrate o alternative di gestione dei parassiti, quali le alternative non chimiche ai biocidi.

Le imprese che immettono biocidi sul mercato devono effettuare notevoli investimenti, in particolare per fornire i dati necessari a dimostrare che i loro prodotti sono sicuri ed efficaci.

I biocidi sono utilizzati in molti settori diversi. Ciò comporta diversi problemi, in particolare per quanto riguarda la comunicazione e la sensibilizzazione degli utenti finali e delle parti interessate.

Per questo la Commissione incoraggia campagne di comunicazione e sensibilizzazione al fine di informare gli utilizzatori finali tramite siti web, video o opuscoli o all’interno dei punti vendita, codici QR sui biocidi, ecc… Come incoraggia lo sviluppo e l’attuazione di norme (ad es. nel contesto delle attività del Cen) che potrebbero contribuire all’uso sostenibile dei biocidi. E come comunque continua ad apprezzare le iniziative di ricerca sull’uso sostenibile dei biocidi e sulle alternative ai biocidi.