Il ministro Martina contro il glifosato. I Verdi: il governo ne vieti la vendita e l’utilizzo in Italia

Wwf: da Martina segnale di attenzione ad agricoltura libera da veleni

[6 ottobre 2017]

A conclusione dello “storming” organizzato il 3 ottobre dalla Coalizione #StopGlifosato, e in risposta a oltre 2.500 tweet partiti in poco tempo coinvolgendo le associazioni e migliaia di cittadini, il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina ha rotto gli indugi e ha aderito all’appello che chiede al governo italiano di farsi portabandiera di un’agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente, prendendo la leadership dei paesi che in queste settimane sono chiamati a decidere del rinnovo dell’autorizzazione per l’erbicida più diffuso al mondo. “No al rinnovo dell’autorizzazione europea per il Glifosate. Italia leader agricoltura sostenibile #StopGlifosato” ha annunciato Martina su Twitter  e la presidente del Wwf Italia, Donatella Bianchi, aveva subito  apprezzato la presa di posizione e subito ritwittato: «Il no al #glifosato annunciato dal ministro Martina è un segnale di grande attenzione per l’agricoltura sostenibile e libera da veleni #StopGlifosato».

Successivamente Martina aveva confermato la sua posizione con una nota stampa: «Sono contrario al rinnovo dell’autorizzazione europea sul Glifosato. Le evidenze scientifiche e ambientali che abbiamo ci devono portare a proporre questa scelta in ambito europeo. L’Italia deve confermarsi paese leader nell’agricoltura sostenibile».

Il 2 ottobre la Coalizione Stop Glifosato aveva spedito ai ministri delle politiche agricole, dell’ambiente e della Sanità una lettera nella qule chiedeva all’Italia di «prendere la guida del gruppo di Paesi contrari all’uso di una sostanza della cui dannosità si hanno le prove». Ieri è cominciata in sede europea la discussione sul provvedimento, e molti dei Commissari si sono pronunciati a favore di una autorizzazione decennale. Riferendosi alla presa di posizione di Martina, la portavoce della Coalizione Coalizione Stop Glifosato, Maria Grazia Mammuccini, ha detto: «Ci aspettiamo che gli altri due ministri, della salute e dell’Ambiente, supportino pienamente lo stesso impegno: non abbiamo motivo per dubitarne. L’Italia ha l’occasione di vincere una battaglia che sta a cuore a tutta l’opinione pubblica europea: oggi ha confermato che lo farà»

Ma ai coordinatori nazionale dei Verdi Angelo Bonelli e Luana Zanella non bastano un tweet e un comunicato stampa , e dicono che  «L’Italia deve seguire immediatamente l’esempio della Francia per mettere al bando il Glifosato, per ogni scopo previsto, ma il prima possibile, entro un anno e non aspettando il 2022, come i transalpini . Lo deve fare per guidare il fronte europeo, che in queste ore dovrà decidere a Bruxelles la posizione della Ue, anche alla luce dello scandalo dei cosiddetti “Monsanto Papers”, raccolti sul sito U. S. Right to Know e spiegati oggi da una inchiesta del quotidiano francese Le Monde, in cui avvocati Usa denunciano test sulla sicurezza inaccurati da parte delle ditte produttrici del Glifosato e sospetti di collusione con le autorità regolatrici, in primis l’Environmental protection agency statunitense».

Bonelli e Zanella sottolineno che «Per questo è necessario che la Ue non rinnovi la licenza della Monsato per la vendita del Glifosato nel continente. anche considerando che nel marzo 2015 la Iarc (l’agenzia dell’Oms per la ricerca sul cancro) ha qualificato il glifosato come “probabilmente cancerogeno” e alcune analisi condotte dal Salvagente in una recente ricerca, hanno rilevato che 14 donne su 14 esaminate, da un campione di donne residenti a Roma, sono risultate positive alla ricerca di glifosato nelle loro urine».

I due leader del Sole che ride concludono: «Il principio di precauzione è sacrosanto e deve essere applicato anche in questo caso, per questo è importante la presa di posizione del ministro Martina contro il pesticida della Monsanto ma ora serve subito un atto formale del governo per vietare la vendita e l’utilizzo del Glifosato nel nostro Paese».