Monsanto papers e glifosato: salve solo le aree di interesse ecologico

L’Europarlamento dà segnali di disinteresse sui pesticidi. Accelerare l’iniziativa contro il glifosato

[15 giugno 2017]

Numerosi eurodeputati hanno messo in dubbio la procedura di valutazione del glifosato, l’erbicida più utilizzato del mondo la cui autorizzazione Ue terminerà a fine anno, ma le agenzie europee interessate dicono che se anche fossero veri i problemi che emergono nei Monsanto papers,  questo non avrebbe nessun impatto sulle conclusioni delle loro valutazioni, come ha dichiarato al Parlamento europeo  il commissario Ue alla salute e ai consumatori Vytenis Andriukaitis.

Diversi eurodeputati favorevoli alle politiche pro-glifosato della Commissione europea hanno detto che «La procedura deve essere  basata su una valutazione scientifica e non su delle emozioni», il fronte politico anti-glifosato ha ribattuto chiedendo «Una valutazione indipendente sul glifosato» e altri deputati europei hanno chiesto di incoraggiare il ricorso ad alternative a basso rischio.

Ma molti tra gli eurodeputati pensano che la corrispondenza emersa con i “Monsanto papers” pubblicati di recente «Mette in dubbio la credibilità di un certo numero di studi che sono serviti da riferimento all’Autorità europea per la sicurezza alimentare e all’Agenzia europea per i prodotti chimici per valutare la sicurezza del glidosato». Monsanto produce il diserbante Roundup, basato sulla sostanza attiva glifosato.

Alla fine del confronto sul glifosato e le magagne e i trucchi della Monsanto, il Parlamento europeo ha votato comunque a favore della natura e contro i pesticidi, visto che non è stato raggiunto il quorum necessario per cancellare il divieto di uso di pesticidi nelle  Ecological focus area (Efa), le “aree di interesse ecologico”.

La Coalizione #StopGlifosato, che riunisce 45  associazioni ambientaliste e della società civile.  spiega che «Gli agricoltori che dunque coltivano una superficie ampia non potranno avvelenare le Efa se vorranno accedere ai “pagamenti ecologici’” (il cosidetto greening), che rappresentano il 30% del bilancio del primo pilastro della Politica agricola comune (Pac)».

Le Efa hanno come obiettivo prioritario quello di «salvaguardare e migliorare la biodiversità naturale nelle aziende agricole», un requisito che però riguarda solo il 5% dei terreni a seminativo nelle aziende agricole con superficie agricola  superiore a 15 ettari. #StopGlifosato ricorda che «In Italia la dimensione media delle aziende è di appena 8 ettari e quindi solo il 5% delle aziende dovrà dotarsi delle Efa (pari a circa il 26% delle superfici a seminativo). Le Efa sono finalizzate essenzialmente a salvaguardare e migliorare la biodiversità naturale nelle aziende agricole, un obiettivo necessario anche al mantenimento di un agricoltura di qualità quale quella italiana».

Secondo Maria Grazia Mammuccini, portavoce della  Coalizione #StopGlifosato, il voto del Parlamento europeo è «Un risultato in chiaroscuro. In chiaroscuro perché abbiamo portato a casa il risultato di sottrarre una parte della superficie agricola alla diffusione incontrollata di veleni nei campi. Ma il voto ha anche rappresentato  un segnale di disinteresse per la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente da parte del Parlamento europeo, che, pur non raggiungendo il quorum necessario per cancellare una norma della Commissione, ha votato a maggioranza per l’eliminazione del divieto ai pesticidi».

La Mammuccini aggiunge: Dall’Europa continuiamo ad aspettarci di più: ora infatti si deciderà del rinnovo o meno dell’autorizzazione del glifosato. Gli organismi scientifici sono divisi sulla cancerogenicità, ma non sulla sua dannosità per la salute umana e quella ambientale. Gli interessi della Monsanto sono molto forti, come abbiamo visto anche nelle istruttorie degli studi sul glifosato. È quindi oggi più che mai importante che si raccolgano le firme per l’iniziativa dei cittadini europei (Ice), una forma di partecipazione diretta alle politiche europee che può bypassare le posizioni retrive di una parte dell’Europarlamento e della Commissione Ue». L’Ice sta per arrivare al traguardo del milione di firme necessarie in tutto il Continente e in Italia si è prossimi al quorum necessario. «Serve un ultimo sforzo: i cittadini hanno la possibilità di dire la loro e possono utilizzarla – conclude la portavoce di #StopGlifosato  – Le firme si raccolgono su http://www.stopglifosato.it/petizione-ice-stopglyphosate/ ».