Il punto sull'impianto pilota promosso da Cosvig, Enel e una spin off dell'Università di Firenze

Nella spirulina una nuova possibilità di sviluppo per i territori geotermici toscani

A Chiusdino l’impianto pilota che utilizza calore e CO2 geotermica per la crescita dell’alga: i costi calano del 30% e la produzione cresce del 25%

[13 marzo 2018]

L’alga spirulina rappresenta oggi un prodotto di eccellenza su più fronti, richiesto sul mercato del cibo come in quelli dei prodotti per la salute o cosmetici: si tratta di un integratore alimentare naturale, ricco di proprietà nutritive ed energizzante, in grado di prevenire le malattie cardiovascolari, utilizzato inoltre per “arricchire” cibi come il formaggio, la pasta, il pane e il gelato oltre a rappresentare una possibile fonte di principi attivi per l’industria farmaceutica. Ma nella larga parte dei casi la materia prima è importata: oggi più del 90% della spirulina che si trova sul mercato italiano ed europeo proviene infatti dalla Cina, che è il più grande produttore di questa alga. Ma qualcosa sta cambiando.

A gennaio 2017 Enel Green Power e CoSviG (il Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche) hanno firmato un accordo, investendo 100mila euro ciascuno, per realizzare presso la centrale geotermica Chiusdino 1 un impianto sperimentale per la coltivazione della spirulina che possa svilupparsi in simbiosi con la produzione di energia pulita: la spirulina cresce infatti utilizzando quelli che potrebbero essere definiti “scarti” della produzione geotermoelettrica, ovvero il calore e la CO2 – sostitutiva di emissioni naturali – in uscita dalla centrale geotermoelettrica. Entrambi molto utili per favorire la crescita dell’alga spirulina, con costi ridotti rispetto a impianti tradizionali.

«La prima parte della sperimentazione si è conclusa e i risultati – spiegano infatti da Enel – sono stati analizzati a Larderello presso la sede del CoSviG alla presenza di rappresentanti del CoSviG, di Enel Green Power, dello spin off dell’Università di Firenze “Fotosintetica e Microbiologica” e delle Amministrazioni comunali di Pomarance, Santa Fiora, Chiusdino, Monteverdi e Montieri. I dati rivelano che, non soltanto vengono ridotti i costi di circa il 30% grazie al calore da fonte geotermica e alla disponibilità di CO2 carbon free, ma anche la produzione dell’alga stessa in questo ambiente fa registrare un incremento del 25% rispetto alla produzione standard in altri ambienti».

L’impianto pilota ha una dimensione di circa 125 mq e, attraverso vasche aperte e fotobioreattori a pannello verticale, produce piccole quantità di alga pari a circa 60 grammi al giorno utili alla sperimentazione, ma quanto finora acquisito è sufficiente per mostrare come abbinare la coltivazione di alga spirulina alla coltivazione geotermica possa offrire una nuova (e sostenibile) strada per la diversificazione dell’economia sul territorio.

«I risultati – concludono dunque da Enel – sono stati accolti favorevolmente dalle Amministrazioni comunali che hanno indicato nel possibile sviluppo di una filiera per la coltivazione delle alghe una importante opportunità occupazionale ed economica per il territorio. La realizzazione di una filiera a livello industriale costituirebbe il primo esempio in Italia e potrebbe favorire positive integrazioni nei processi di industrie florovivaistiche e farmaceutiche già presenti nel territorio». Per il momento la sperimentazione continua, e proseguirà fino alla fine di giugno 2018.