Non è possibile coltivare abbastanza frutta e verdura per nutrire bene il pianeta

Con l’attuale sistema agricolo globale, non possiamo adottare tutti una dieta sana

[26 ottobre 2018]

«Se tutti sul pianeta volessero mangiare una dieta sana, non ci sarebbe abbastanza frutta e verdura per farcela».  E’ il verdetto abbastanza scioccante che viene fuori dallo studio “When too much isn’t enough: Does current food production meet global nutritional needs?” pubblicato su PLOS ONE da un team di ricercatori delle università canadesi di Guelph, Vancouver e Waterloo

Il team guidato da Krishna Bahadur KC del Department of geography, environment and geomatics, dell’università di Guelph ha confrontato la produzione agricola globale con le raccomandazioni dei nutrizionisti per un consumo sano e e ha trovato «una drastica discrepanza».

Un autore dello studio, Evan Fraser, a capo del Canada Research Chair in Global Food Security e direttore di Arrell Food Institute dell’università di Guelph, spiega che «Con l’attuale sistema agricolo globale, semplicemente non possiamo adottare tutti una dieta sana. I risultati dimostrano che il sistema globale sovraproduce cereali, grassi e zuccheri, mentre la produzione di frutta e verdura e, in misura minore, le proteine ​​non sono sufficienti a soddisfare i bisogni nutrizionali della popolazione attuale».

Lo studio ha calcolato il numero di porzioni per persona sul pianeta per ciascun gruppo alimentare basandosi sulla guida “Healthy Eating Plate” dell’università di Harvard, che raccomanda che il 50% della nostra dieta sia composta da frutta e verdura, il 25% da cereali integrali e il 25% da proteine, grassi e prodotti lattiero-caseari.

I ricercatori canadesi hanno calcolato quanta terra è attualmente utilizzata per l’agricoltura e quanta ne sarebbe necessaria se tutti seguissero le raccomandazioni nutrizionali. Hanno poi proiettato quei numeri al  2050, quando la popolazione globale dovrebbe raggiungere i 9,8 miliardi. E hanno scoperto che attualmente produciamo 12 porzioni di cereali per persona invece delle 8 consigliate; 5 porzioni di frutta e verdura invece di 15;  3 porzioni di olio e grasso invece di 1;  3 porzioni di proteine ​​invece di 5 ;  4 porzioni di zucchero invece di nessuna.

Fraser evidenzia che «Quello che stiamo producendo a livello globale non è quello che dovremmo produrre secondo i nutrizionisti».

Bahadur KC  spiega a sua volta: «Dato che i carboidrati sono relativamente facili da produrre e possono nutrire molte persone, i Paesi in via di sviluppo si concentrano sulla crescita dei cereali. I Paesi sviluppati hanno sovvenzionato la produzione di grano e mais per decenni al fine di diventare autosufficienti e di stabilire una leadership globale nella loro produzione. Questi Paesi hanno speso molto più denaro per la ricerca e l’innovazione per queste colture che per la frutta e verdura. Anche il grasso, lo zucchero e il sale sono gustosi e sono ciò che noi umani bramiamo, quindi abbiamo una vera fame di questi alimenti. Tutti questi fattori combinati hanno portato a un sistema mondiale che sta davvero sovrapproducendo questi tipi di alimenti».

Lo studio conferma  che l’adozione di una dieta più nutriente non farebbe solo bene alla nostra salute, ma farebbe bene anche al  pianeta. Bahadur KC aggiunge: «Se passiamo a diete nutrienti, vedremmo una diminuzione della quantità di terra necessaria per nutrire la nostra popolazione in crescita».

I ricercatori hanno anche scoperto che passare a una produzione che si adegui alle linee guida alimentari dietetiche «Richiederebbe 50 milioni di ettari in meno di terra arabile, perché frutta e verdura richiedono meno terra da coltivare rispetto a cereali, zucchero e grassi. Ma per arrivare a questa diminuzione, i consumatori dovrebbero mangiare meno carne e l’industria agroalimentare dovrebbe produrre più proteine ​​vegetali».

Fraser  conclude: «I principali player dell’industria delle proteine ​​stanno investendo nelle opzioni di proteine alternative ​​come le proteine ​​vegetali e i consumatori stanno sfruttando il recente aumento delle opzioni di proteine alternative ​​che arrivano sul mercato. Senza nessun cambiamento, l’alimentazione di 9,8 miliardi di persone richiederà 12 milioni di ettari in più di terra arabile e almeno un miliardo di ettari in più di pascoli. Nutrire la prossima generazione è una delle sfide più urgenti del XXI secolo: per una popolazione in crescita, i nostri calcoli suggeriscono che l’unico modo per cibarsi con una dieta nutrizionalmente equilibrata, salvare la terra e ridurre l’emissione di gas serra è consumare e produrre più frutta e verdure e avviare la transizione verso diete con maggiori proteine vegetali».