Nuova Pac 2014-2020: le aspettative e le richieste della Cia Toscana

[24 settembre 2013]

Il presidente della Cia Toscana Giordano Pascucci interviene sulle aspettative per il rilancio dell’agroalimentare derivanti dalla riforma a livello nazionale. E lo fa in attesa di conoscere i particolari sulla nuova Politica agricola comune (Pac), nello specifico sugli accordi finanziari 2014-2020, tema trattato ieri a Bruxelles dal Consiglio dei ministri delle Politiche agricole Ue.

Pascussi si è soffermato in particolare sull’importanza dell’innovazione: «La maggior parte degli investimenti si limita al semplice rinnovo migliorativo degli impianti e delle attrezzature obsolete. L’innovazione, invece, dovrà essere sempre più sistemica e potrà essere sostenuta da politiche integrate nel cosiddetto triangolo della conoscenza: ricerca, trasferimento e formazione. E’ necessario agire su tre piani –  ha aggiunto Pascucci – quello legislativo, programmatico ed imprenditoriale. L’aggregazione del prodotto è un problema soprattutto di mancata organizzazione. I costi delle inefficienze delle filiere assommano a due-tre volte i pagamenti diretti della politica agricola comune. Occorre che le politiche di sviluppo rurale favoriscano l’aggregazione del prodotto, nuove relazioni e nuovi strumenti tra i soggetti delle filiere».

Per la Confederazione nazionale agricoltura è necessario puntare sulla possibilità di coniugare produttività e sostenibilità, valorizzando le filiere competitive, sviluppando l’integrazione tra produzioni agricole, agroenergetiche e della chimica verde, sostenendo la multifunzionalità e la pluriattività delle imprese anche nei servizi ambientali e territoriali, creando un contesto favorevole alla crescita imprenditoriale.

Il presidente di Cia Toscana fornisce poi qualche suggerimento per l’avvicinamento dei giovani all’agricoltura e per il sostegno alle imprese “rosa”: «Alle misure per il primo insediamento vanno affiancati sostegni efficaci agli investimenti, alla consulenza, all’innovazione, sperimentando nuovi strumenti per un’efficace ed effettivo ricambio generazionale. Da rivalutare poi gli incentivi per lo start up delle imprese condotte da donne ed un rafforzamento dell’integrazione delle politiche di coesione e dei diversi fondi strutturali» ha concluso Pascucci.