Nuovi paradigmi oltre la crisi: la proposta che arriva dal Piemonte

Dai paesaggi vitivinicoli all'enogastronomia e ai suoi sbocchi occupazionali

[17 luglio 2013]

Il ministero delle Politiche agricole sta sostenendo la candidatura dei “Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero”  a Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, e a tal fine il ministro Nunzia De Girolamo era oggi ad Alba (Cuneo) dove ha incontrato i rappresentanti del territorio.

«Sostenere la candidatura a Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte non è solo un segno di attenzione per questo territorio ma una cosa giusta per l’Italia. Dovremo fare squadra perché questo obiettivo si realizzi. Parlerò con il ministro Bray perché  si faccia veramente squadra per raggiungere questo obiettivo»ha detto.

Il ministro ha poi accolto la proposta del presidente dell’associazione per il patrimonio dei paesaggi vitivinicoli Langhe-Roero e Monferrato, Roberto Cerrato, per organizzare in occasione dell’Expo 2015 il primo Forum mondiale dei paesaggi vitivinicoli riconosciuti patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

«Vorrei che in quella occasione, che sarà una grande vetrina per l’Italia e che dovrà vedere tutte le regioni protagoniste – ha aggiunto De Girolamo – si svolgesse il Forum dei paesaggi vitivinicoli, con un momento di forte confronto all’interno del Padiglione Vino, che potremmo intitolare “Uniti nella diversità”».

Tutela del paesaggio, seppur modificato, e delle produzioni di qualità da attuare anche attraverso la formazione. Tra l’altro nel campo dell’enogastronomia pare dare ottimi sbocchi occupazionali.  La notizia arriva sempre dalla provincia di Cuneo, dove all’Università delle Scienze gastronomiche di Pollenzo, presieduta da Carlo Petrini fondatore di Slow Food, il 91% dei laureati trova lavoro nel giro di un anno.

Lo ha sostenuto il rettore dell’Ateneo Piercarlo Grimaldi, nel corso dell’incontro “Coltivare la conoscenza: nuovi paradigmi oltre la crisi”, a cui sono intervenute il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza e lo stesso ministro De Girolamo.

«Il 94% dei nostri laureati dello scorso anno solare è soddisfatto dei rapporti con i docenti, esattamente il 10% in più del dato nazionale. Il 78% dei laureati si iscriverebbe di nuovo al nostro ateneo, anche in questo caso il 10% in più del dato nazionale. Il processo di internazionalizzazione del nostro ateneo – ha aggiunto Grimaldi – supera il 50%, se si considerano gli studenti stranieri provenienti da oltre 60 Paesi del mondo che complessivamente frequentano i nostri corsi di studio».

L’importanza di investire in questo particolare settore della formazione è stata sottolineata da Carlo Petrini: «Non facciamoci scippare le scienze gastronomiche, non facciamoci scippare questa primogenitura, non possiamo permetterci che gli americani ce la portino via. Questa scienza è giovane ma è la più antica del mondo».