Ogm, distruzione del campo in Friuli: Coldiretti si schiera con gli attivisti

[4 settembre 2013]

La Coldiretti si schiera con le associazioni e con gli attivisti che si oppongono all’agricoltura geneticamente modificata e che hanno in parte distrutto alcuni giorni fa un campo a Vivaro (in Friuli Venezia Giulia) in cui è stato seminato mais Ogm.

L’azione, compiuta dai movimenti dei centri sociali del Nord Est durante una manifestazione annunciata a cui hanno partecipato anche associazioni ambientaliste anti-Ogm e partiti politici, ha riguardato una parte del campo nel quale l’imprenditore Giorgio Fidenato ha seminato mais Ogm ‘Mon 810’.

In assenza di decisioni politiche nette, la storia si ripete dato che un episodio simile era avvenuto anche tre anni fa.  La Regione Friuli Venezia Giulia e il Governo si dichiarano contrari allo sviluppo dell’agricoltura Ogm, tanto che in luglio l’esecutivo ha emanato un decreto che vieta la coltivazione in modo esclusivo del mais modificato Mon 810, della multinazionale Monsanto.

Ma l’imprenditore, che si appella alle direttive comunitarie e alla sentenza della Corte di giustizia europea sul diritto di coltivare, è stato assolto di recente per la semina del 2010 e quindi continua a coltivare mais transgenico.

Ma è fuori legge o no? Se sì, come pare, perché non c’è stato un intervento delle istituzioni? «Per evitare la contaminazione Ogm e far rispettare la legge sarebbe stato sufficiente, appena emanato il decreto, distruggere le piante di mais pretestuosamente seminate, prima che queste fiorissero. Un’operazione tanto ovvia quanto possibile – ha dichiarato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini – Non averlo fatto è come chiedere ai buoi di accomodarsi fuori perché è arrivata l’ora di chiudere la porta. In sostanza se da una parte c’è atto vandalico dall’altra si potrebbe quasi dire che c’è stata istigazione all’atto» ha concluso il presidente Coldiretti.