Ogm, summit per definire la strategia anticontaminazione in Friuli Venezia Giulia

[2 ottobre 2013]

Il 4 ottobre a Pordenone si riunisce nella sede della  Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia la task force per un’Italia libera da Ogm, la rete di 30 associazioni (Acli, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Aiab, Amica, Assoconsum, Campagna Amica, Cia, Città del Vino, Cna Alimentare, Codacons, Coldiretti, Crocevia, Fai, Federconsumatori, Federparchi, Firab, Focsiv, Fondazione Univerde, Greenaccord, Greenpeace, Lega Pesca, Legacoop Agroalimentare, Legambiente, Movimento difesa del cittadino, Slow Food, Unci, Vas, Wwf), alcuni ricercatori e diversi parlamentari di varie forze politiche, che da anni sono impegnate sul fronte della valorizzazione della biodiversità e del Made in Italy contro il rischio di contaminazione da Ogm. La riunione vuole individuare le azioni di mobilitazione che devono essere prese, dopo l’approvazione del decreto interministeriale sul blocco della coltivazione di Ogm per liberare la regione Friuli Venezia Giulia dai residui delle varietà di mais che sono state messe a coltura nei mesi scorsi.

Secondo la task force «È inspiegabile, come, nonostante il divieto e, soprattutto, valutate le circostanze scientifiche che supportano la richiesta delle misure di emergenza inoltrata alla Commissione europea, non si sia preso, da parte delle Autorità regionali, alcun provvedimento cautelare per eliminare ogni rischio di compromissione dell’agrobiodiversità provocato dalle semine biotech. Le forze sociali, economiche e ambientaliste nonché i parlamentari aderenti confidano che la Regione non intenda più trincerarsi dietro artificiali barriere interpretative per assumersi la responsabilità politica di difendere l’identità delle produzioni agroalimentari e la varietà delle risorse naturali contro atti che risultano contrari oltre che a provvedimenti normativi soprattutto agli interessi generali dei cittadini consumatori».

Secondo Legambiente «E’ inspiegabile, infatti, come, nonostante il divieto e, soprattutto, valutate le circostanze scientifiche che supportano la richiesta delle misure di emergenza inoltrata alla Commissione europea non si sia preso, da parte delle Autorità regionali, alcun provvedimento cautelare per eliminare ogni rischio di compromissione dell’agrobiodiversità provocato dalle semine biotech».

Al summit di Pordenone la Task Force per un’Italia libera da Ogm  si mobiliterà e chiederà che la Regione intervenga per difendere l’identità delle produzioni agroalimentari contro azioni che sono contrarie alla normativa e in difesa degli interessi generali dei cittadini consumatori.