Ungulati: anche in questo caso il problema è attuare la legge

Olio e agricoltura, Rossi a Coldiretti: «Entro l’anno in Toscana semplificazioni attuate»

Sul territorio 91.000 ettari di oliveti, 48.000 aziende olivicole 15.000 tonnellate/anno di olio prodotte. Ben 4 le Dop di extra vergine

[29 settembre 2016]

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Inizia la raccolta delle olive in Italia ma oggi diecimila agricoltori con i trattori hanno lasciato  le campagne per difendere il prodotto più rappresentativo della dieta mediterranea nella Giornata nazionale dell’extravergine italiano L’appuntamento per la tappa de “Le Ragioni del cuore”  era al Mandela Forum di Firenze, visto che secondo Coldiretti «La Toscana, che è la regione con l’immagine più sfruttata per spacciare l’olio di oliva straniero come italiano nel mondo».

Gli agricoltori dicono che «Concorrenza sleale, speculazioni, mancanza di trasparenza, truffe ed inganni, mettono a rischio il futuro del simbolo della dieta mediterranea Made in Italy».  E oggi, per la prima volta è stato gustato l’olio nuovo dell’annata 2016/2017 proveniente dalle diverse regioni con le valutazioni di esperti assaggiatori.

Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana, ha detto: «E’ un onore per la Toscana ospitare il Tour 2016 di Coldiretti che ha deciso di celebrare nella nostra regione la Giornata nazionale dell’extravergine italiano. Il prodotto simbolo del “made in tuscany” che subisce continui attacchi con concorrenza sleale, speculazioni, mancanza di trasparenza, truffe ed inganni».

La Toscana ha una superficie di 91.000 ettari di oliveti, 48.000 aziende olivicole ed una produzione di circa 15.000 tonnellate/anno di olio. Sono ben 4 le DOP di olio extra vergine di oliva, (Terre di Siena, Lucca, Chianti Classico, Seggiano) che si aggiungono alla IGP “Toscano”. L’olio Toscano IGP da solo rappresenta oltre il 30% della produzione di olio extra vergine italiano che viene messo in commercio con la certificazione di origine.

Secondo Antonio De Concilio, direttore Coldiretti Toscana, «Questo patrimonio oggi minacciato dalla concorrenza dell’olio fatto con materia prima straniera a basso prezzo. Per tutelare il vero olio “Made in Tuscany” chiediamo maggiori controlli presso i porti e le frontiere, la costituzione di un sistema informatico comunitario per la tracciabilità delle produzioni e i trasferimenti degli olii intra Ue ed extra Ue, maggior valore ai Panel certificati per le valutazioni organolettiche, etichette chiare e leggibili con indicazione obbligatoria dei Paesi che compongono le miscele».

Con gli agricoltori c’erano anche il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e l’intera giunta nazionale insieme al ministro delle politiche agricole Maurizio Martina e al ministro della giustizia Andrea Orlando. Presenti il Sindaco di Firenze Dario Nardella e il Governatore della Toscana Enrico Rossi.

E proprio Rossi ha assicurato che «Entro le festività di fine anno la Regione approverà i decreti attuativi della legge sull’agricoltura, per consentire agli 86 Centri di assistenza agricola aperti in Toscana di accogliere le domande delle imprese agricole e di istruirle, sollevando gli imprenditori dallo spreco di tempo a cui sono costretti. A febbraio compirò un giro in alcune realtà, per vedere se legge e decreti funzionano».

Sollecitato dalle domande del presidente di Coldiretti Toscana, Rossi ha parlato del problema della proliferazione degli ungulati, per i quali la Toscana è stata la prima Regione ad approvare un’apposita (e contestatissima) legge: «Il problema adesso – ha commentato Rossi – è di attuarla, perché gli agricoltori prima dei rimborsi per i danni subiti (che comunque devono essere erogati con sollecitudine) hanno il diritto di vedere tutelati i frutti del loro lavoro. Per questo serve ricomporre in tempi brevi un rapporto con il mondo venatorio perché concordiamo insieme piani di abbattimento soddisfacenti per il mondo agricolo. Anche su questo punto nei prossimi mesi daremo una risposta operativa».

In realtà, il problema, come hanno fatto più volte notare e associazioni ambientaliste, facili profeti sulle difficoltà che avrebbe incontrato la legge, è che la questione dei cinghiali non la si risolve affidandola a chi l’ha creata e l’inefficacia del primo periodo di attuazione della legge sta lì a dimostrarlo.

L’ultimo dei temi affrontati è stato quello delle certificazioni di qualità. Il presidente Rossi ha ricordato «la decennale battaglia che ha portato ad inizio anno ad ottenere la Dop, la Denominazione di origine protetta per il pane sciocco toscano. Si tratta di una straordinaria opportunità per l’intero territorio regionale. Ma le filiere – vanno chiuse. Per questo è importante che i panificatori accettino, come stanno facendo, questa sfida, e che si lavori sull’aspetto commerciale su cui le Camere di commercio possono giocare un ruolo importante».

Quanto all’olio, che era al centro della manifestazione, Rossi si è augurato che «Si possa ripercorrere l’opera di valorizzazione già svolta per il vino toscano, mentre oggi “l’olio toscano rimane ancora limitato sia i termini di Dop che di indicazione geografica tipica. Ma anche su questo siamo impegnati a marcare ulteriori progressi».