Olio extravergine, dopo le truffe l’università di Pisa mette a punto un nuovo test

[29 aprile 2015]

Stati uniti e olio toscano, andata e ritorno. L’anno scorso il New York Times titolava sul suicidio dell’extravergine, un’indagine sull’adulterazione dell’olio toscano che ha sollevato un polverone soprattutto (e comprensibilmente) in Toscana. Seguirono importanti chiarimenti e prese di posizione da parte degli agricoltori, che non negarono l’evidenza ma anzi si mostrarono forza attiva aperta al cambiamento. Cambiamento che oggi potrebbe attingere nuove energie dal mondo della ricerca, grazie al dipartimento di Chimica e chimica industriale dell’università di Pisa.

Alcuni ricercatori dell’ateneo toscano (Valentina Domenici, Mario Cifelli, Cristina Lazzerini, Carlo Alberto Veracini e Maurizio Zandomeneghi) hanno infatti messo a punto un nuovo ed economico metodo per l’analisi dell’olio extravergine, che ha riscosso immediato interesse al di là dell’Atlantico. L Società americana dei chimici dell’olio (Aocs) l’ha inserito tra le innovazioni del settore, e  così Valentina Domenici, ricercatrice dell’Ateneo pisano e coordinatrice dello studio, dal 3 al 6 maggio sarà al Congresso di Orlando dell’AOCS per illustrare tutti gli aspetti della ricerca.

«La metodologia che abbiamo ideato – spiega Domenici – è molto veloce e poco costosa rispetto alle pratiche analitiche esistenti tanto che, in prospettiva, potrebbe essere usata direttamente nei punti vendita. L’olio viene inserito in una celletta di quarzo, si registra uno spettro di assorbimento UV-visibile e con il nostro metodo otteniamo in modo immediato le quantità dei suoi quattro pigmenti principali (luteina, feofitina-a, feofitina-b e β-carotene). Queste informazioni servono a valutare con precisione la qualità dell’olio e vedere, ad esempio, se ha subito trattamenti termici. Stiamo inoltre ottimizzando la procedura per verificare la sua efficacia nell’individuazione di alcune frodi, come la miscelazione di oli extravergine di oliva e di oli di semi».

Ma l’interesse per lo studio, sottolineano dall’ateneo, non è solo americano. Il 18 febbraio scorso, una rappresentanza del gruppo di ricerca è stata infatti convocata dalla Commissione Agricoltura del Senato per avere informazioni dettagliate sulla nuova metodologia, nell’ambito del contrasto alle contraffazioni all’olio d’oliva extravergine. Adesso non manca che la promozione del nuovo metodo d’analisi direttamente nella realtà di mercato.