Pac: la relazione della Commissione sul disaccoppiamento

[10 settembre 2013]

Nel 2003 la Politica agricola comunitaria (Pac) ha segnato un punto di svolta nelle modalità con cui l’Ue sostiene il settore agricolo. Il regolamento del 2003 ha stabilito, infatti, norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto a favore degli agricoltori. E ha stabilito un quadro costruito intorno al fondamentale concetto di disaccoppiamento delle forme di sostegno alla produzione agricola.

A dieci anni di distanza, la Commissione elabora la relazione sullo stato di attuazione sui progressi in materia di disaccoppiamento. Una relazione che illustra in concreto le misure adottate più di recente in materia di disaccoppiamento e le quantifica in termini di quota relativa dei pagamenti diretti.

Il termine “disaccoppiamento” indica genericamente lo spostamento della spesa effettuata per sostenere i redditi degli agricoltori verso forme di pagamento che siano quanto più possibile indipendenti dal livello delle produzioni.

Ad esempio, il sostegno dei redditi degli agricoltori attraverso un sistema di dazi alle frontiere e di misure di regolazione dei mercati che garantisca ai produttori prezzi agricoli superiori a quelli di equilibrio è una politica completamente accoppiata. Perché l’importo dell’aiuto percepito da ogni singolo agricoltore è tanto più elevato quanto maggiore è la quantità prodotta, dal momento che l’aiuto si esprime si traduce in ultima analisi in una integrazione del prezzo. Ma a partire dalla fine degli anni ottanta, il sostegno dei prezzi è stato messo in discussione soprattutto per le crescenti esigenze di contenimento del bilancio agricolo comunitario. Così, per esempio, la riforma del 1992 ha introdotto i pagamenti per unità di superficie o per capo allevato come compensazione di una riduzione del sostegno dei prezzi. Ed ha realizzato un primo parziale disaccoppiamento.

Con la riforma del 2003 i pagamenti diretti agli agricoltori sono stati progressivamente disaccoppiati dalle decisioni di produzione, migliorando così l’orientamento al mercato e rafforzando la competitività dell’agricoltura dell’Unione. Allo stesso tempo è stata mantenuta, in determinati casi limitati, la possibilità di concedere aiuti accoppiati per motivi ambientali e sociali, tenuto conto della necessità di facilitare il processo di adattamento e del ruolo svolto dall’agricoltura nella fornitura di beni pubblici attraverso il mantenimento di un’agricoltura sostenibile in tutta l’Unione europea.

Dunque, a seguito della riforma del 2003, nell’anno di domanda 2009 è stato compiuto un significativo passo verso il disaccoppiamento: nel complesso, la quota dell’importo lordo totale dei pagamenti diretti resa disponibile per la corresponsione di pagamenti disaccoppiati nei 27 paesi dell’Ue era pari all’86%, con variazioni tra Stati membri comprese tra il 69% e quasi il 100%. In tale periodo l’Ue ha anche affermato – sulla base dell’esperienza maturata con l’attuazione della riforma del 2003 – che vi fosse la necessità di adeguare determinati elementi del dispositivo di sostegno, come estendere l’applicazione del disaccoppiamento degli aiuti diretti.

Mentre a seguito della “valutazione dello stato di salute” della Pac e delle precedenti riforme settoriali, nell’anno di domanda 2012 la percentuale dell’importo lordo totale dei pagamenti diretti resa disponibile per la concessione di aiuti disaccoppiati nei 27 paesi dell’Ue è stata del 94%, con variazioni tra Stati membri comprese tra il 77% e il 100%.

Sulla base della “valutazione dello stato di salute” – prevista dal regolamento 73/2009 – sono stati elencati i regimi di sostegno accoppiato che gli Stati membri avevano l’obbligo di integrare nel regime di pagamento unico o nel regime di pagamento unico per superficie.

Ed è stato anche deciso di abolire l’aiuto accoppiato per le colture energetiche a decorrere dall’anno di domanda 2010. L’importo lordo totale disponibile per l’erogazione di tale pagamento nel 2009 era pari a 90 milioni di euro.

La valutazione d’impatto che accompagna le proposte sulla “valutazione dello stato di salute” della Pac, infatti, ha analizzato l’impatto della riforma del 2003 e preso in considerazione tre opzioni per promuovere un’agricoltura più competitiva: lo status quo; il disaccoppiamento completo e quello selettivo mirato. L’analisi ha mostrato i vantaggi derivanti da un maggiore orientamento al mercato ma ha anche individuato i rischi in talune regioni, in particolare nei settori dell’allevamento estensivo di vacche nutrici e delle carni ovine, per i quali potrebbe essere giustificato, soprattutto per motivi ambientali, il mantenimento di un sostegno parzialmente accoppiato.