Pomodori geotermici a Monterotondo Marittimo, è iniziata la realizzazione delle serre

All'interno delle serre una coltivazione a ciclo chiuso, senza l’ausilio del suolo: +25% di risparmio idrico e - 50% dei fertilizzanti. Il calore sarà invece quello rinnovabile del sottosuolo

[15 dicembre 2017]

È giunto a un punto di svolta il percorso iniziato nel 2015  per portare a un nuovo livello l’integrazione tra geotermia e agricoltura sostenibile nel territorio di Monterotondo Marittimo, con la realizzazione di serre per la coltivazione di pomodori grazie al calore rinnovabile del sottosuolo.

In questi giorni, infatti, sono iniziati i lavori di ristrutturazione di alcune serre di proprietà di Enel in località Lago Boracifero, nel comune di Monterotondo M.mo. Fra due mesi (questa la stima temporale dell’intervento) saranno operative e consentiranno un raccolto di pomodori già a partire da Maggio 2018.

Ad aprile 2018, partirà poi la realizzazione di una nuova serra tecnologica in località Carboli, accanto alla centrale geotermica Enel, per la coltivazione di ortaggi destagionalizzati grazie all’utilizzo del calore residuo prodotto della stessa centrale.

«Grande attenzione – spiegano dalle società promotrici dell’iniziativa territoriale – è rivolta agli aspetti ecologici: oltre alla mancanza di utilizzo di combustibili fossili per il riscaldamento delle serre, verrà utilizzata la tecnica della coltivazione a ciclo chiuso che consente un ridotto consumo di acqua e fertilizzanti, seguendo un modello di sviluppo a ridotto impatto ambientale, molto diffuso nei paesi nordeuropei. L’azienda darà opportunità di lavoro ai residenti del Comune dell’area geotermica e creerà un indotto per le aziende del territorio. Vogliamo ringraziare Enel Green Power per aver creduto nel progetto, i funzionari del settore Agricoltura della Regione Toscana per il supporto che ci hanno fornito in questi mesi e il Comune di Monterotondo Marittimo, da cui tutto è partito, perché ha avuto in periodi non sospetti l’idea progettuale di identificare l’area di Carboli come destinata alla realizzazione di strutture serricole».

Come noto, sarà la startup Georto Green Tech, vincitrice del bando pubblico indetto dal Comune di Monterotondo Marittimo  per la concessione di terreni in diritto di superficie, a realizzare le serre e a gestire l’attività agricola, con un piano di investimenti di oltre un milione di euro; ad occuparsi della pianificazione colturale e della successiva commercializzazione dei prodotti sarà invece il consorzio Etruria Royal Fruit, che raggruppa aziende grossetane e livornesi specializzate nella produzione ortofrutticola (tra cui la Georto Green Tech, socio amministratore Giacomo Anterminelli). Un progetto che è stato seguito nelle diverse fasi dal perito agrario Claudio Capitani di concerto con gli investitori, l’amministrazione comunale e i funzionari del settore Agricoltura della Regione Toscana, puntando tutto sulla sostenibilità.

All’interno delle serre verrà infatti attivata una coltivazione a ciclo chiuso, senza l’ausilio del suolo: il rifornimento idrico e minerale, infatti, avverrà  tramite una soluzione nutritiva che viene recuperata, filtrata e reinserita nel ciclo produttivo: una tipologia di impianto che consente un risparmio idrico del 25% e una diminuzione del 50% di fertilizzanti, mentre per l’approvvigionamento energetico l’elemento chiave è costituito dalla geotermia.

Tra i fattori che hanno reso particolarmente appetibile il territorio c’è proprio quello di poter usufruire del calore geotermico, che consente un ridotto impatto ambientale a costi contenuti: il riscaldamento delle serre, infatti, sarà fornito dalle centrali di Enel Green Power partner fondamentale di questo progetto. Un’ulteriore occasione di diversificazione economica data dalla coltivazione geotermica, che già in Toscana alimenta 30 ettari di serre, e che una volta a regime offrirà lavoro a oltre dieci persone full-time specializzate nelle operazioni colturali: per questo c’è la necessità di selezionare personale, possibilmente residente nell’area dei Comuni geotermici.