Siamo tutti migranti: gli europei vengono dalla Turchia e dalle steppe

Due migrazioni di agricoltori e cavalieri. Studiato il genoma di 230 antichi euroasiatici

[24 novembre 2015]

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Lo studio “Genome-wide patterns of selection in 230 ancient Eurasians” pubblicato su Nature da un foltissimo team internazionale di ricercatori, sottolinea che «L’antico DNA rende possibile osservare la selezione naturale analizzando direttamente campioni di popolazioni di prima, durante e dopo gli eventi di adattamento». La ricerca riporta la scansione di DNA antico di 230 antichi euroasiatici vissuti tra il 6500 e il 300 aC, tra i quali 163 con dati appena riportati. I nuovi campioni comprendono la prima analisi dell’antico DNA degli agricoltori neolitici dell’Anatolia, materiale genetico ottenuto estraendo da ossa fossili,  che dimostra che sono a popolazione che ha dato origine ai primi agricoltori europei. Inoltre, la ricerca effettuata in una regione della steppa a Samara su reperti databili tra il  5600 e il 300 aC, ha permesso di identificare la presenza e commistione nella steppa da almeno due fonti esterne.

Quindi viene confermato  che l’agricoltura si è diffusa in tutta Europa grazie alla migrazione di antichi popoli da quella che oggi è la Turchia orientale. «Molti europei moderni devono la loro statura più alta a questi primi agricoltori  e ad un afflusso più tardo di “cavalieri” dell’età del bronzo», dicono i ricercatori.

Lo studio mappa i geni di 273 esseri umani vissuti in Europa occidentale e in Asia tra circa 8.500 e 2.500 anni fa, 26 dei quali facevano  parte di una popolazione che ha dato origine ai primi agricoltori europei.

Il leader del team di ricercatori, Ron Pinhasi della scuola di archeologia dell’University College di Dublino, ha spiegato a BBC News che «Ora abbiamo la prima prova evidente che l’agricoltura in Europa è iniziata con i primi agricoltori provenienti da quella che è oggi la Turchia. Questo è molto eccitante perché negli ultimi 40 anni c’è stata una disputa sul fatto se questo sia avvenuto o meno. Alcuni sostenevano che ci fosse stata una diffusione di idee, ma non di persone. Ora abbiamo la prova che in realtà si è trattato di uno spostamento di persone».

Quindi sono stati due eventi in epoca preistorica, l’arrivo circa 8.500 anni fa della “tribù” ancestrale dei primi agricoltori dall’Anatolia  e più tardi di un’altra tribù di antichi cavalieri, a dare forma, con un grande impatto sulla struttura genetica delle popolazioni già immigrate precedentemente, ai moderni europei che siamo oggi.

Sono stati agricoltori e cavalieri ad avere un influsso sui geni che determinano il colore della pelle e  degli occhi e la suscettibilità a diverse malattie, tutto è stato “modellato” nella nostra preistoria che si dimostra sempre più una storia di migranti che ci ha “migliorato” in successive ondate migratorie.

Come spiega la BBC News, «Due popolazioni sembrano aver avuto un impatto sull’altezza degli europei: i primi agricoltori e i pastori a cavallo chiamato Yamnaya che sono penetrati in Europa dalla regione della  steppa orientale – nelle attuali Ucraina e Russia – circa 5.000 anni fa».

Pinhasi sottolinea che «I primi agricoltori erano già alti quando sono venuti in Europa. Parte della moderna statura più alta – per esempio nel Nord Europa centrale – ha le sue origini nei primi agricoltori arrivati dalla Turchia in Europa».

La maggior parte dei moderni europei ha un make-up genetico che suggerisce che discendiamo da tre antichi “tribù”:  i  cacciatori raccoglitori occidentali, i primi agricoltori europei e i “cavalieri” come Yamnaya.

Anche la prima popolazione europea di Homo sapiens, i cacciatori-raccoglitori, era stata originata da migranti che erano entrati in Europa prima della glaciazione, 40.000 anni fa. Ma 7.000 anni fa questi europei ancestrali sono stati travolti ida una migrazione proveniente dal Medio Oriente, che ha introdotto l’agricoltura in Europa, e  2.000 anni dopo sono arrivati gli Yamnaya con i loro cavalli e le loro greggi a mescolare ulteriormente i nostri geni.

Eppie Jones del, un altro ricercatore del  Trinity College di Dublino che ha partecipato allo studio, conclude: «Questo documento ci riporta il nostro viaggio sempre più a ritroso nel tempo. E’ uno sguardo sui nostri geni e su come le interazioni e le innovazioni lungo la storia che hanno modellato gli europei così come sono oggi». Cioè popoli meticci originati da tribù che ci hanno portato l’agricoltura e modi più rapidi per spostarci.

La scienza, come sempre, si rivela un osso durissimo da addentare per razzisti e xenofobi: anche in loro ci sono geni di migranti.