Siria, in quattro milioni non riescono a produrre o acquistare cibo sufficiente

Rapporto Fao/Wfp: «Se la guerra continua rischio fame nel 2014»

[5 luglio 2013]

Secondo il rapporto di Fao e World food programme (Wfp/Pam) Crop and food security assessment mission to the Syrian Arab Republic «La situazione della sicurezza alimentare in Siria si è considerevolmente deteriorata nell’ultimo anno e la produzione agricola diminuirà ulteriormente nei prossimi 12 mesi se il conflitto perdura. La produzione agricola e l’allevamento del bestiame,  la disponibilità di prodotti alimentari e all’accesso al cibo hanno subito un pesante colpo, nell’ultimo anno».

La missione Fao/Wfp  in Siria che a tra maggio e giugno ha indagato sulla consistenza dei raccolti e ka sicurezza alimentare dice che «Se il conflitto dovesse continuare, le prospettive per la sicurezza alimentare nel 2014 potrebbero essere ancora più gravi rispetto ad adesso. Di fronte alla serie di difficoltà che affliggono i settori agricolo e dell’allevamento, e supponendo che il conflitto in corso non trovi una soluzione rapida, la produzione nazionale nei prossimi 12 mesi sarà gravemente compromessa».

C’è ancora una finestra di opportunità per salvare i siriani scampati alla guerra civile dalla fame e perché le famiglie non perdano le loro fonti vitali di cibo e guadagno, ma bisogna far presto e lo sforzi umanitario, ostacolato dalla guerra e ai massacri perpetrati da entrambe le parti,  sarà enorme. La missione Fao/Wfp prevede  che per la stagione 2013/2014 ci sia bisogno di importare grano per circa 1,5 milioni di tonnellate,. L’attuale produzione di grano è di 2,4 milioni di tonnellate, cioè circa il 40% in meno rispetto alla media annuale di più di 4 milioni di tonnellate raccolte prima dell’inizio della crisi e il 15% inferiore a quella già ridotta del 2011/12. «Anche il settore dell’allevamento è gravemente colpito dal conflitto in corso – si legge nel  rapporto. La produzione di pollame è stimata in calo di oltre il 50% rispetto al 2011 e anche il numero degli ovini è sensibilmente diminuito».

L’insicurezza alimentare delle famiglie è aggravata dai massicci spostamenti di popolazione, dai cali della produzione agricola, dalla disoccupazione, dalle sanzioni economiche, dalla svalutazione della moneta e dai prezzi elevati di cibo e  carburante. «In molte località, il prezzo medio mensile della farina è più che raddoppiato tra maggio 2011 e maggio 2013», dice il Wfp che, a causa di una grave scarsità di pane in tutta la Siria, da aprile ha cominciato  a distribuire  farina di grano.

Inoltre il raccolto evidenzia che «La produzione è stata ostacolata dai costi, dalla disponibilità ridotta di fertilizzanti, dai danni subiti dalle macchine e dagli impianti di stoccaggio,  dalla minaccia di violenze e dall’abbandono della terra da parte degli agricoltori. Alcune colture potrebbero non essere raccolte.

La guerra civile ha distrutto o danneggiato anche  i canali di irrigazione e i cotonifici,  gli impianti per macinare il grano e i forni lavorano non sono più in attività o funzionano a ritmo ridotto, «Inoltre, le sanzioni hanno aggravato la situazione, provocando una scarsità di fertilizzanti agricoli, di materiali per proteggere le colture, di gasolio e di parti di ricambio»

Negli ultimi 18 mesi la Siria ha conosciuto un esodo biblico: la popolazione scappa dalla ferocia dell’esercito di Assad e di quella speculare di un’opposizione ormai nelle mani degli estremisti. Sono già 1,6 milioni rifugiati siriani già registrati, ma molti altri sono in lista di attesa.

Fao e Wfp avvertono che «Con il settore veterinario fortemente colpito e la penuria di vaccini , esiste un reale rischio  di trasmissione delle malattie del bestiame ai Paesi vicini. Per scongiurare una grave crisi della salute animale a scala regionale, sono b necessari dei vaccini e deve essere ristabilita la catena del freddo  per facilitare la loro distribuzione»

Tra le altre raccomandazioni fatte dalla missione di verifica Fao/Wpf  ci sono:  la riparazione delle infrastrutture rurali e la fornitura di concimi, strumenti agricoli, istruzioni tecniche ed accesso alla terra per quanti sono stati costretti ad abbandonare i loro beni.

Dall’inizio dell’anno la Fao è andata in aiuto a quasi 70.000 persone sotto forma di alimenti per animali, pollame e piccoli ruminanti e sementi e strumenti. I finanziamenti richiesti serviranno a fornire un’assistenza dello stesso tipo ad altre 216.000 persone.

In collaborazione con le organizzazioni partner in Siria, il Wfp/Pam  el paese ha raggiunto 2,5  milioni di persone a giugno. L’agenzia prevede di fornire cibo a 3 milioni di persone a luglio ea giugno ha fornito aiuto alimentare a 2,5 milioni di persone  e prevede di nutrirne 3 milioni a luglio mentre sta accelerando il dispiegamento dei suoi mezzi logistici per sfamare 4 milioni di persone al mese entro ottobre. Inoltre, il Wfp fornisce assistenza alimentare a quasi un milione di rifugiati nei Paesi vicini.

La Fao ha lanciato un appello urgente di 41,7 milioni di dollari per assistere 768.000 persone. Finora, ne sono arrivati solo 3,3 milioni di dollari, pari a meno del 10%, mentre in Siria escono ed entrano armi da tutte le parti I fondi sono necessari per distribuire sementi, fertilizzanti e rifornimenti veterinari oltre che per i programmi di “denaro in cambio di lavoro”. La Fao e evidenzia che «L’aiuto alla prossima campagna di semina sarà decisivo. I fondi devono essere allocati entro per poter distribuire fertilizzanti e sementi agli agricoltori in tempo per la campagna che inizia ad ottobre. In mancanza di questo sostegno, molte persone non potranno disporre di nessun raccolto di grano fino a metà 2015».

Mentre si susseguono le riunioni degli “Amici della Siria”, Il Wfp/Pam sta cercando di racimolare più di 27 milioni di dollari a settimana per rispondere ai bisogni alimentari di quanti sono colpiti dal conflitto, sia in Siria che nei Paesi vicini. Nel quadro del nuovo Syrian Humanitarian Assistance Response Plan (Sharp), i bisogni del Wfp/Pam per i suoi interventi sul territorio siriano fino alla fine del 2013, raggiungono i 490 milioni di dollari. Al momento, per quanto riguarda  il periodo luglio-settembre, l’operazione del Wfp/Pam in Siria è finanziata solo al 48%.