Stop Glifosato, mozione in Regione di Sì Toscana a Sinistra

Fattori e Sarti: «Basta indugi, subito il divieto in agricoltura per una sostanza pericolosa per l’uomo e l’ambiente»

[27 febbraio 2017]

Nel luglio 2015 Sì Toscana a Sinistra presentò un’interrogazione urgente sull’utilizzo in Toscana di erbicidi contenenti il principio attivo “glyphosate”  e dopo la Regione ha vietato l’utilizzo  del glifosato in ambito non agricolo (parchi, giardini, campi sportivi, aree gioco per bambini, cortili e aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie). Ma ora i Consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, dicono: «Non ci possiamo accontentare di questo primo passo, compiuto l’anno successivo anche dal ministero della salute che ha seguito l’esempio toscano: occorre bandire il glifosato anche per gli usi agricoli.

Fattori e Sarti ricordano che «Il glifosato è l’erbicida più utilizzato al mondo, Italia compresa, e la sua pericolosità è sempre più accertata. Che sia un probabile cancerogeno per gli esseri umani  lo afferma lo Iarcc, agenzia dell’Organizzazione mondiale della sanità e massima autorità globale in campo oncologico, così come ‘The Lancet Oncology’, la più prestigiosa rivista del settore, che ha accertato una forte correlazione epidemiologica con il linfoma non-Hodgkin, leucemie infantili, malattie neurodegenerative, quali il morbo di Parkinson, oltre che con l’insorgenza di altre patologie come la celiachia. Quanto questa sostanza sia diffusa in Italia lo conferma l’Ispra che nel suo nel suo rapporto 2016 sui pesticidi nelle acque segnala che le sostanze maggiormente rinvenute sono il glifosato e il suo principale metabolita, l’acido amminometilfosfonico. E così, anche a causa dell’utilizzo nei mangimi per animali di soia, mais e colza Ogm, il cui DNA è stato alterato per renderli resistenti all’erbicida che quindi può essere usato in dosi sempre più massicce, il glifosato è entrato nella catena alimentare e si trova in concentrazioni elevate non solo nei liquidi biologici degli animali, ma anche in quelli delle persone che si alimentano con la loro carne o i prodotti derivati. Nel rispetto del principio di precauzione, consapevoli che lo Iarcc ha già accertato che il glifosato è cancerogeno per gli animali, occorre bandirne immediatamente l’uso in agricoltura, così come richiesto anche dalla grande campagna transnazionale che su questo tema ha lanciato l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) attualmente in corso».

Per questo i due consiglieri di Sinistra hanno presentato una mozione per chiedere alla Regione Toscana di «rimuovere il glifosato da tutti i disciplinari di produzione che lo prevedano e di escludere dai premi del Programma di sviluppo rurale  le aziende che ne facciano uso» e aggiungono: «Chiediamo che si intervenga presso il Governo affinché a livello nazionale ed europeo sia vietato definitivamente e in maniera permanente la produzione, la commercializzazione e l’uso di tutti i prodotti fitosanitari che contengano il principio attivo “glyphosate”».

Fattori e Sarti concludono: «Le alternative esistono e sono economicamente sostenibili: la priorità è sostenere con politiche attive sul territorio approcci agro-ecologici per migliorare la fertilità dei suoli, diversificare le produzioni, aumentare la capacità di sequestro di carbonio, garantire raccolti adeguati e affrontare il controllo dei parassiti e delle erbe seguendo e monitorando le dinamiche naturali».