Terremoto, gli agricoltori toscani accorrono in aiuto dei cittadini colpiti

«Il sisma ha devastato una zona montana, come quella di Amatrice, dove l’agricoltura è la principale fonte di reddito»

[25 agosto 2016]

terremoto

Un bilancio di vittime ancora non definito, paesi e borghi rurali distrutti dal terremoto, tanti territori devastati in particolare nelle province di Rieti ed Ascoli Piceno. «Ancora una volta il nostro territorio vive il dramma del terremoto, le distruzioni, lo sconvolgimento della vita di tante famiglie. Sappiamo che le parole servono a poco – dichiara il presidente della Cia Toscana, Luca Brunelli  – come Cia Toscana vogliamo far sentire concretamente la nostra vicinanza ai territori colpiti. Prenderemo subito contatto con le Istituzioni che coordinano gli aiuti per valutare le iniziative più urgenti da assumere a sostegno delle popolazioni. Lo spirito di solidarietà è prerogativa innata degli agricoltori, quindi ci daremo molto da fare, per quanto nelle nostre possibilità. In questa fase diventa importantissimo essere vicini alle persone. Dall’esperienza fatta in Abruzzo e in Emilia-Romagna abbiamo compreso come sia fondamentale, dopo le necessari operazioni di primo soccorso, ripristinare il prima possibile la normalità e non far crescere il senso di abbandono tra i terremotati».

La Toscana è stata tra le primissime Regioni ad attivarsi per aiutare concretamente le popolazioni colpite dal terremoto che nella nottata di ieri ha scosso il Centro Italia mietendo numerose vittime. Non solo a livello istituzionale ma anche a partire dai singoli cittadini, chiamati a raccolta nei centri trasfusionali per donare sangue, indispensabile per assistere i numerosissimi feriti.

La comunità agricola, come ha voluto manifestare la Cia, si è mostrata particolarmente sensibile. Anche a livello nazionale, con Confagricoltura che sottolinea: «Il sisma ha devastato soprattutto una zona montana, come quella di Amatrice, Accumoli e Posta nel reatino, dove l’agricoltura è la principale fonte di reddito. Tra l’altro il cataclisma è capitato in un momento particolare dove erano presenti molti turisti attirati ancor più da sagre e feste dei prodotti tipici in programma in questi giorni. Ci troviamo in territori dove vi sono un gran numero di piccole aziende, soprattutto zootecniche. Ora ci interessa l’aiuto umanitario, più avanti faremo le necessarie verifiche dei danni ed avvieremo opportune iniziative per la raccolta di fondi. In questo momento contano le vite umane. Le nostre strutture territoriali e i nostri agricoltori hanno dato la loro piena disponibilità e già stanno collaborando attivamente con la Protezione Civile, mettendo a disposizione i trattori, le ruspe, gli altri  mezzi a loro disposizione ed il loro impegno personale per i soccorsi alla popolazione».

Intanto, dal Mugello partirà domani primo camion frigo con destinazione nelle zone colpite dal terremoto. Ad aprire la missione solidarietà di Coldiretti Toscana è la Federazione Firenze-Prato che invia alle popolazioni terremotate carne sotto vuoto della Cooperativa Agricola di Firenzuola, latticini di Agricoop, farro dell’Azienda Poggio del Farro e patate. Destinazione il reatino. Si sono mosse anche le aziende agricole della maremma che con Coldiretti Grosseto stanno allestendo il primo contingente di aiuti per le popolazioni colpite dal sisma inviando latte a lunga conservazione e biscotti della Cooperativa Latte Maremma e formaggi ed olio del Caseificio Sociale di Manciano. Per coordinare gli interventi la Coldiretti ha allestito una unità di crisi presso la Confederazione a Roma e due unità operative presso la Federazioni Provinciali di Rieti e di Ascoli Piceno Fermo.

«Si tratta di un’azione di solidarietà verso persone che stanno affrontando gravissime difficoltà e momenti di profonda paura – ha dichiarato Tulio Marcelli, Presidente di Coldiretti Toscana – ed il mondo agricolo sta rispondendo con la consueta generosità offrendo prodotti agro-alimentari, ma non solo, anche mezzi di lavoro, come trattori e spalatrici, per la pulizia delle strade dalle macerie».