In Tunisia le donne si riscattano con il marchio biologico “Nsana”

All’interno di un esteso sistema patriarcale 15 donne sono riuscite ad avviare un’attività che prevede la trasformazione e commercializzazione di prodotti locali

[9 febbraio 2018]

In Tunisia le donne sono spesso relegate ai lavori domestici o costrette a lavorare ai propri appezzamenti di terra per la sussistenza, senza ricevere una vera retribuzione. Ci sono però delle eccezioni all’esteso sistema patriarcale, storie di donne che non avrebbero accesso a servizi di mercato e formazione ma che hanno creato associazioni per dare una svolta alla loro situazione economico-sociale.

È il caso di Houraya, Naima, Suad e altre 12 signore che a Tebaneya – un villaggio nel Governatorato di Jendouba – stanno dando vita a un nuovo marchio di prodotti biologici: Nsana (delle nostre donne). In una regione a vocazione principalmente agricola, il gruppo di 15 donne ha dato avvio a un’attività che prevede la trasformazione e commercializzazione di prodotti locali. Si tratta principalmente di marmellata, harissa, pomodoro in polvere, fagioli, cipolle, aglio, patate, peperoncini e uova fresche.

Grazie all’associazione locale Aide e a ragazzi dell’Istituto locale di Belle Arti, sono stati organizzati dei corsi di formazione in modalità di workshop dove le donne hanno modo di apprendere gli strumenti per migliorare il modo di coltivare e produrre prodotti locali. I corsi vanno da nozioni sull’igiene a come non sprecare l’acqua per le coltivazioni, da come si fa il compost a come si conservano le sementi locali, dal miglioramento del packaging alla pianificazione delle produzioni.

Un’attività sicuramente positiva che incontra però l’ostacolo del mercato locale, poco ricettivo a prodotti più raffinati e più costosi, dati i metodi di produzione e l’impacchettamento. Il prossimo obiettivo dell’associazione Aide è quello di uscire dalla cerchia del villaggio con tre azioni: puntare alla filiera dell’eco turismo promossa grazie a una collaborazione tra Aide e Cospe Onlus, attivare una campagna di sensibilizzazione che educhi alla qualità e al biologico, creare un ristorante biologico nella zona dove sarà possibile anche acquistare i prodotti Nsana.

Questa iniziativa di economia sociale rientra all’interno di due progetti di cooperazione allo sviluppo promossi da Cospe Onlus. Il progetto “Fad – Rafforzamento della filiera della pesca d’acqua dolce in Tunisia”, che ha per obiettivo quello di contribuire alla gestione e valorizzazione sostenibile delle risorse naturali del territorio nei governatorati di Jendouba, El Ked, Siliana e Beja. Il secondo, il progetto “IESS: l’economia sociale e solidale in Tunisia” che ha l’obiettivo di creare posti di lavoro attraverso l’economia sociale e solidale nei quattro governatorati di Mahdia, Jendouba, Sidi Bouzid e Kasserine.