Un bruco alieno si diffonde rapidamente in Africa e nel Mediterraneo: in pericolo i raccolti

Intervenire subito e in modo sostenibile. Gli insetticidi servono a poco

[6 febbraio 2017]

Oggi il Centre for agriculture and biosciences international (Cabi) ha annunciato che un bruco infestante di recente introduzione e che distrugge le coltivazioni si sta diffondendo rapidamente in tutta l’Africa e nei prossimi anni potrebbe diffondersi anche nell’Asia tropicale e nel  Mediterraneo, diventando una grave minaccia per agricoltura commercio mondiale.

Si tratta del bruco della lafigma (Spodoptera frugiperda), originario delle Americhe e che è «in grado di devastare la produzione di mais, la coltura dell’alimento base essenziale per la sicurezza alimentare in vaste zone dell’Africa – dicono al Cabi –  Distrugge le giovani piante, attaccando i loro punti di crescita e scavando nelle pannocchie».

Questo parassita non si era ancora stabilito al di fuori della sue regione, ma nel 2016 è stato trovato per la prima volta in alcune parti dell’Africa occidentale.  Gli specialisti del Cabi Plantwise, che aiutano i gli agricoltori a perdere il meno possibile dei loro raccolti, hanno trovato per la prima volta le tracce di due specie di bruco della piralide del mas lafigma in Ghana, la cosa è stata poi confermata dalle analisi del DNA svolte al laboratorio molecolare del Cci in Gran Bretagna.  In Africa, i ricercatori stanno lavorando per capire come sia arrivato lì, come si diffonde e in che modo gli agricoltori possono controllarlo in modo ecologico.

Il chief scientist del Cabi,  Matthew Cock  spiega: «Ora siamo ora in grado di confermare che il bruco della lafigma si sta diffondendo molto rapidamente al di fuori delle Americhe e ci si può aspettare che si diffonda entro i confini dell’habitat africano nel giro di pochi anni. Probabilmente è arrivato in Africa come adulti o con masse di uova su voli commerciali diretti e da allora si è diffuso in Africa grazie alla sua forte capacità di volo e ha diffuso la contaminazione sulle produzioni agricole».

Queste farfalle, conosciute come  fall armyworm perché in autunno (fall) migra nel Nordamerica, sono un problema in tutta l’America tropicale, dove danneggiano colture vitali. I bruchi colpiscono soprattutto il mais, ma possono mangiare più di 100 specie di piante diverse, causando gravi danni alle economicamente importanti anche alle coltivazioni di riso, sorgo e canna da zucchero, ma anche a cavoli, barbabietole, arachidi, soia, erba medica, cipolla, cotone, erbe da pascolo, miglio, pomodoro, patate e cotone.

All’inizio di questo mese, la Reuters ha riferito di una possibile infestazione di questi bruchi aveva distrutto 2000 ettari di campi coltivati in Malawi e si stava diffondendo a ritmi allarmanti. Questi focolai possono causare perdite devastanti e hanno messo in ginocchio molti agricoltori delle zone colpite.

Nel 2016, dopo i primi segnali di un potenziale problema in Ghana, i ricercatori di  Cabi Plantwise hanno avviato una stretta collaborazione con il Plant protection and regulatory services directorate (Pprsd) del ministero del cibo e dell’agricoltura del Ghana, per indagare l’identità del organismo responsabili e per determinare se fosse davvero il primo caso di  bruchi della lafigma presenti in Ghana.

I danni alle colture di mais sono stati studiati in tre diverse aree del Ghana e sono stati fotografati e raccolti i bruchi responsabili dei danni. «Una volta che i campioni sono stati ricevuti in laboratorio – siegano i ricercatori –  viene prelevata una piccola porzione di ogni bruco per i test molecolari. Il DNA viene isolato dalle cellule e un gene specifico viene amplificato, sequenziato, quindi confrontato con le sequenze “barcode” autenticate per l’identificazione definitiva.

Cock sottolinea che «L’analisi delle nostre collezioni prelevate da tre diverse regioni in Ghana ha dimostrato che entrambe le specie e le varietà della fall armyworm stanno attaccando diffusamente il mais. Questa è la prima volta che è stato dimostrato che entrambe le specie o ceppi si sono stabiliti sul continente africano. Dopo precedenti segnalazioni provenienti dalla Nigeria, Togo e Benin, questo dimostra che si stanno chiaramente diffondendo molto rapidamente. Si può prevedere che in pochi anni la lafigma  si possa diffondere ento i confini dell’habitat africano adatto».

Quindi è necessaria un’azione urgente per aiutare gli agricoltori e ricercatori che lavorano nelle zone colpite ad identificare ed elaborare le migliori strategie contro questo organismo alieno «Questa specie invasiva è ora un parassita pericoloso che si sta  diffondendo rapidamente nell’ Africa tropicale, con la possibilità che si diffonda  in Asia – dice Cock – Sarà necessaria un’azione urgente per prevenire devastante perdite di coltivazioni e di mezzi di sussistenza degli agricoltori. Cabi supporterà i servizi nazionali di intervento per aiutare gli agricoltori a identificare rapidamente e con precisione le diverse specie e a condurre studi per capire il modo migliore per controllarle, per esempio controlli biologici che riducano la necessità di insetticidi».

Nelle Americhe gli agricoltori hanno imparato a convivere con questo bruco, ma spesso si basano sul controllo chimico, nonostante le prove che abbia risultati limitati. Il Cabi utilizzerà le lezioni imparate dall’esperienza americana e, con il programma Plantwise, lavorare con gli africani per informare ed educare gli agricoltori sulle migliori strategie “Integrated Pest Management”, un mix di controlli biologici e culturali,  per ottenere buoni raccolti e  ridurre l’impatto ambientale.

Il direttore del Pprsd, Ebenezer Aboagye, evidenzia che «Inizialmente i contadini pensavano fosse la  maize stem borer, Busseola fusca, e, pertanto, non avevano prestato molta attenzione al suo controllo, fino a quando si sono resi conto che il danno era insolito. In seguito hanno fatto ricorso all’uso di diversi insetticidi, senza successo».

Cock spiega ancora: «Dovremo studiare il controllo biologico dl fall armyworm, dao che  potenziale per l’Africa non è stato ancora ben compreso. Individuare e testare un adeguato controllo biologico per questo parassita in Africa potrebbe richiedere diversi anni di lavoro, quindi in c questo momento, occorre muoversi urgentemente. Nel frattempo, avremo bisogno di sostenere i programmi nazionali per incoraggiare i migliori tipi di controllo dei parassiti, e non ricorrere ad un uso indiscriminato di insetticidi, che sono dannosi per l’ambiente e hanno un successo limitato. I paesi di mais africani dove cresce il mais possono pianificare questo preparando le ordinanze  per servizi di divulgazione e i ricercatori e valutando i consigli sulle migliori opzioni di gestione per gli agricoltori. In Ghana, il Plant protection and regulatory services directorate (Pprsd), attraverso il programma Plantwise, sta realizzando album fotografici per facilitare l’identificazione e sono in preparazione schede e linee guida per la gestione dei parassiti per informare lo staff delle agenzie governative, che può essere adattate a tutta l’Africa. Questi aiuti di informativi saranno diffusi in formato cartaceo e attraverso la Plantwise knowledge bank e con le attività di sensibilizzazione per informare gli agricoltori che sono in corso».