Verso la nuova agricoltura: la road map per ricerca e innovazione proposta da Agia-Cia

[22 ottobre 2013]

Da Bari, dove l’Agia-Cia ha organizzato la tavola rotonda “Innovazione in agricoltura”, è emersa ancora una volta l’importanza della ricerca come asset strategico per il recupero della competitività del sistema economico e produttivo italiano. A parole tutti ne sono convinti ma come sappiamo la realtà è un’altra: il nostro Paese impegna solo l’1,2 per cento del Pil per lo sviluppo tecnologico, meno della metà della spesa media degli altri grandi Paesi europei e l’agricoltura non fa eccezione.

Le risorse per la ricerca destinate al settore primario sono addirittura scese negli anni, passando dai 440 milioni del 2008 ai 311 milioni attuali. «Ma senza innovazione non si esce dalla crisi, per questo ora è necessario cogliere le opportunità che arrivano dalla nuova programmazione comunitaria e invertire la marcia, utilizzando gli strumenti offerti dal Partenariato europeo per l’innovazione (Pei) e dalla riforma della Pac con il “sottoprogramma giovani”- hanno dichiarato dall’Agia-Cia- Obiettivo primario dell’agricoltura, in Italia come in Ue, è quello di produrre di più (food security), ma usando in maniera sempre più efficiente e sostenibile le risorse naturali disponibili.

Il settore, cioè, deve accrescere la propria competitività con un minore utilizzo delle risorse idriche, un minore impiego di energia, meno fertilizzanti e pesticidi e un migliore stato del suolo, bene imprescindibile per la produzione agricola. Allo stesso tempo l’agricoltura deve diventare sempre più concorrenziale in un’economia ormai globalizzata, e per questo deve poter contare sulle nuove occasioni di business offerte da internet e dalla banda larga, così come sulla costituzione di reti d’impresa “ad hoc”, veri e propri “export cluster”». La nuova agricoltura deve investire in innovazioni di processo e di prodotto, quindi non è possibile farsi cogliere impreparati rispetto alle opportunità offerte dalla nuova programmazione comunitaria, con le risorse destinate a ricerca e sviluppo in agricoltura passate da 1,94 a 4,42 miliardi di euro per il periodo 2014-2020.

Le imprese (161 mila) guidate da “under 40” sembrano maggiormente preparate al salto di qualità: secondo i dati di Agia- Cia, anche con la crisi il 40 per cento dei giovani imprenditori agricoli cerca di espandere la sua attività, il 78 per cento punta al miglioramento dei prodotti e l’80 per cento cerca nuovi canali commerciali (vendita diretta etc). Inoltre, anche per motivi anagrafici, i giovani agricoltori hanno più dimestichezza dei colleghi anziani sia con le lingue che con il web (molti usano la rete e i social media per promuovere i propri prodotti e allargare la clientela, anche sui mercati stranieri).

Ma per Agia-Cia questo non basta: «l’Italia ha bisogno di un “Nuovo Patto per la Competitività dell’Impresa” che deve fondarsi sulla riforma del sistema formativo e sul rilancio della ricerca e dell’innovazione come leve strategiche per la crescita. In questo senso è fondamentale il ruolo che giocherà il Pei, che può essere definito appunto come un patto tra istituzioni, imprenditori agricoli e mondo della ricerca, volto a catalizzare l’innovazione in modo tale che le parti possano affrontare le sfide di oggi e prepararsi per un’agricoltura del domani che sia economicamente sostenibile e produttiva. In più, nella recente riforma della Pac, relativamente al secondo pilastro, è prevista la possibilità che gli Stati membri possano adottare nei Psr un “sottoprogramma tematico” sui giovani agricoltori. E un tale programma potrebbe contenere, tra le altre misure, proprio gli investimenti per il trasferimento di conoscenze e azioni d’informazione» hanno concluso da Agia-Cia.

Ecco la road map proposta in 9 punti per la ricerca e l’innovazione:

1.Orientare la ricerca e l’innovazione ai fabbisogni reali e concreti d’innovazione dei processi produttivi delle imprese agricole.

2.Riorganizzare il sistema italiano della ricerca puntando all’integrazione e connessione degli attuali centri facendoli evolvere a “centri di ricerca altamente qualificati”.

3.Individuare le imprese agricole e/o agroalimentari disposte a investire capitali nell’innovazione e coinvolgerle nella costituzione di “reti d’impresa” e/o di “cluster”.

4.Elaborare delle “Linee Guida” in materia di ricerca e innovazione a beneficio delle Regioni per la stesura dei nuovi Piani di Sviluppo Rurale.

5.Favorire l’adesione dei centri di ricerca e degli agricoltori nel partenariato europeo per l’innovazione (Pei).

6.Rivendicare e richiedere l’assegnazione di più risorse pubbliche, cercando di utilizzare al meglio quelle fino ad oggi disponibili.

7.Utilizzare al meglio Expo 2015 sul tema “Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita” come una straordinaria opportunità di crescita competitiva per le imprese italiane del settore primario.

8.Riorganizzare il sistema della conoscenza in agricoltura con particolare attenzione verso i servizi di consulenza all’impresa per favorire la diffusione delle innovazioni da applicare alle attività economiche.

9.Riqualificare il sistema formativo ed educativo in modo che una percentuale più elevata di popolazione, rispetto a quella attuale, sia in grado di padroneggiare i cambiamenti indotti dalle nuove tecnologie.