Via libera Ue al glifosato. Galletti: la nostra posizione non cambia. Martina: zero glifosato entro il 2020

Esultano Cia e Confagricoltura. Coldiretti: in Italia resta il divieto

[28 novembre 2017]

Dopo il voto a maggioranza qualificata dei Paesi Ue che proroga di 5 anni l’utilizzi del glifosato, il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti ha dichiarato che »La decisione europea sul glifosato non cambia di una virgola la nostra posizione. Ci siamo espressi negativamente sul rinnovo a 5 anni e l’Italia continuerà la sua battaglia per limitare e poi cancellare l’utilizzo di questo pesticida. Teniamo all’Europa, a un ambiente sano, alla salute dei cittadini e a un’agricoltura sostenibile. Per questo lotteremo per rivedere questa decisione».
Non la pensa come il ministro la Confederazione italiana agricoltori (Cia): «Bene il via libera del Comitato d’appello dei Paesi Ue sul rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato per altri cinque anni. Si è tenuto conto dei pareri degli organi scientifici competenti in materia. L’agricoltura italiana è attenta alla produzione sostenibile e alla salute pubblica. Questa decisione in sede europea dimostra che non c’è alcun allarme da questo punto di vista. Grazie a questa proroga, le aziende agricole italiane eviteranno di perdere terreno e competitività rispetto alle aziende di Paesi extra-Ue, dove la sostanza è ammessa. Senza il rinnovo al glifosato giunto oggi dall’Europa, le nostre imprese avrebbero dovuto ricorrere in tempi rapidi a prodotti alternativi, con un aumento dei costi e una riduzione delle rese»

Ancora più soddisfatta Confagricoltura Confagricoltura che afferma: «Sono state recepite le nostre richieste, espresse a livello europeo, di tener conto dei pareri degli organi scientifici che hanno il compito di verificare la nocività per la salute umana della sostanza. Una scelta consapevole che ha fatto prevalere le ragioni della scienza tenendo nella debita considerazione i pareri espressi dalle autorità scientifiche europee preposte alla valutazione dei principi attivi (Efsa ed Echa). Si è evitato di rendere meno competitive le imprese agricole, in relazione alla diminuzione delle rese e all’aumento dei costi di gestione, rispetto alle aziende di Paesi extra Ue, dove la sostanza è comunque ammessa».

Opinioni completamente opposte a quelle de mondo del biologico e delle associazioni ambientaliste, ma per Confagricoltura  ,la proroga del glifosato è addirittura «Una notizia positiva non solo dal punto di vista economico, ma anche ambientale, visto che il glifosate è utilizzato nelle tecniche di agricoltura conservativa (semina diretta, minima lavorazione, ecc.), apportando benefici come la diminuzione delle emissioni di CO2, una minor erosione del suolo, un maggior contenuto di sostanza organica, trattenendo maggiormente l’acqua nel suolo ed aumentando le capacità di stoccaggio del carbonio. Ora, a tutti i livelli occorre prendere atto di questa decisione ed operare affinché sia pienamente applicata anche nel nostro Paese, senza introdurre ulteriori  limitazioni o divieti rispetto a quanto verrà indicato dalla Commissione Europea».

Ma Galletti ha già detto no e il ministro delle politiche agricole scrive sulla sua pagina Facebook: »Glifosato. Oggi a Bruxelles abbiamo votato contro il rinnovo (come la Francia) perché siamo convinti che l’utilizzo di questa sostanza vada limitato. L’Italia già adotta disciplinari produttivi che limitano l’uso del glifosato a soglie inferiori del 25% rispetto a quelle definite in Europa. Continueremo il nostro impegno per portare il nostro Paese all’utilizzo zero del glifosato entro il 2020».

La più grande organizzazione agricola italia na, Coldiretti, ricorda che «In Italia resta il divieto di uso del glifosato nelle aree frequentate dalla popolazione o da “gruppi vulnerabili” quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie, ma anche in campagna in pre-raccolta “al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura”». Infatti gli effetti del decreto del Ministero della Salute in vigore dal 22 agosto del 2016 che non vengono modificati dalla decisione dell’Unione Europea di rinnovare per 5 anni la licenza di utilizzo.

Secondo Coldiretti, «L’Italia deve porsi all’avanguardia nelle politiche di sicurezza alimentare nell’Unione Europea e fare in modo che le misure precauzionali introdotte a livello nazionale riguardino coerentemente anche l’ingresso in Italia di prodotti stranieri trattati con modalità analoghe come il grano proveniente dal Canada dove viene fatto un uso intensivo di glifosato proprio nella fase di preraccolta”. Un principio che deve essere ben evidenziato anche nell’ambito dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada (Ceta) dove al contrario si prevede invece l’azzeramento strutturale dei dazi indipendentemente dagli andamenti di mercato. Circa un miliardo di chili di grano sono infatti sbarcati lo scorso anno dal Canada dove viene fatto un uso intensivo di glifosato nella fase di pre-raccolta per seccare e garantire artificialmente un livello proteico elevato».