World Soil Day: affrontare la crescente sfida dell’inquinamento del suolo (VIDEO)

La complicata gestione dei suoli e dei pesticidi in un mondo che avrà bisogno di più cibo

[5 dicembre 2017]

Thomas Hammond, senior officer per il suolo della Fao è intervenuto all’United Noations Environment Assembly in corso a Nairobi per ricordare l’importanza del World Soil Day che si  celebra oggi e che quest’anno ha come tema “Caring for the planet starts from the ground”. Ecco cosa ha detto:

 

Il suolo è il fondamento del nostro sistema alimentare e la base per molti dei processi ecologici da cui dipendiamo. La conservazione e la gestione sostenibile dei suoli è essenziale per i nostri obiettivi di eliminare l’insicurezza alimentare e per affrontare il cambiamento climatico, mantenendo allo stesso tempo la resilienza dei processi ecologici che sostengono la vita sulla terra.

Ma i suoli sono sotto pressione a causa della crescita della popolazione, dell’inquinamento e delle richieste più elevate di utilizzi del suolo diversi dalla produzione alimentare. Circa un terzo dei nostri terreni globali è degradato. In questo contesto, nei prossimi decenni la Fao prevede un aumento di circa il  50% della produzione alimentare entro la metà del secolo, per soddisfare le crescenti richieste globali.

Nonostante i progressi compiuti nell’agricoltura biologica, questa crescita della produzione comporterà probabilmente aumenti simili nell’uso di prodotti fitosanitari come i pesticidi. Questo ha portato a crescenti preoccupazioni circa gli effetti di questi fattori sull’ambiente e sulla salute del suolo. In particolare, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ogni anno oltre 3 milioni di persone vengano ricoverate in ospedale a causa di un avvelenamento da pesticidi, causando 250.000 morti premature.

È relativamente facile intraprendere un’analisi costi/benefici dell’utilizzo di pesticidi, fungicidi e altri prodotti fitosanitari, poiché si riferiscono direttamente ai risultati della produzione alimentare. Tuttavia, è molto più difficile  stimare le esternalità associate al loro uso, in particolare per i principali processi ecosistemici come la biodiversità del suolo o la qualità dell’acqua e per la salute umana.

Ad esempio, il filtraggio e il buffering delle sostanze nell’acqua e la trasformazione dei contaminanti sono uno dei servizi di regolazione essenziali forniti dai terreni. I suoli sono anche vivi,  con microrganismi, batteri e micro-fauna che sono responsabili di gran parte dei processi di riciclo dei nutrienti essenziali per la produzione alimentare e per lo stoccaggio del carbonio terrestre e sappiamo relativamente poco sugli effetti a lungo termine sulla biodiversità o sulle persone dell’esposizione (o della miscelazione) del suolo agli agrofarmaci.

tuttavia, altre ricerche stanno facendo luce sugli effetti di varie classi di prodotti fitosanitari  e in particolare vengono sempre più dettagliatamente studiati i lombrichi e le api. I glifosati rappresentano un gruppo di pesticidi ampiamente utilizzato e gli effetti del loro utilizzo sui lombrichi e altri invertebrati del suolo in condizioni diverse sono compresi sempre meglio: in media, l’uso decrescente di pesticidi è benefico per le comunità di lombrichi.

I neonicotinoidi rappresentano un altro gruppo noto di prodotti agrochimici. Una ricerca recentemente pubblicata ha trovato almeno uno dei 5 composti testati della famiglia dei neonicotinoidi nel 75% dei mieli campionati provenienti da tutto il mondo. Mentre questa ricerca conferma l’esposizione delle api (e di altri impollinatori) a questi prodotti, ciò che rimane poco chiaro è quanto precisamente queste sostanze chimiche possano danneggiare gli impollinatori.

Rimangono pure molte altre domande. Ad esempio, quali sono i limiti per il cambiamento delle funzioni del suolo o della biodiversità entro i quali giudicheremmo come sostenibili gli effetti dei prodotti fitosanitari? Quali sono gli effetti della miscela di diverse classi di prodotti fitosanitari sulla funzione del suolo, sulla biodiversità e sulla salute umana, e fino a che punto queste sostanze chimiche viaggiano nell’ambiente?

La presenza di pesticidi in regioni lontane dal sito applicazione è ben nota, come illustrato da recenti studi sulla rilevazione di pesticidi nelle regioni polari. La mobilità e la degradazione di un pesticida nell’ambiente dipendono fortemente da proprietà come i processi biotici e abiotici, la solubilità e l’assorbimento: proprietà che sono spesso solo poco conosciute.

Quindi cosa si può fare? Sappiamo, ad esempio, che in molti contesti agricoli si possono effettuare riduzioni significative nell’uso degli input agro-chimici preservando al tempo stesso la resa (e la redditività),  con benefici per la salute del suolo e la qualità dell’acqua. Nell’Unione europea sono state emanate politiche integrate di gestione degli animali e pratiche simili sono ora promosse in molte parti del mondo. Le linee guida volontarie per la gestione sostenibile del suolo , elaborate dall’Intergovernmental Technical Panel on Soils della Fao, includono anche la gestione integrata o biologica dei parassiti quale importante buona pratica. Il codice di condotta internazionale sulla gestione dei pesticidi fornisce strategie di gestione e mitigazione riconosciute a livello internazionale per l’utilizzo sicuro dei pesticidi. Pratiche di gestione integrata di scala, come l’approccio territoriale, hanno anche benefici nel limitare l’uso di pesticidi o il trasferimento di loro residui nei corpi idrici.

Queste domande e strategie di gestione saranno affrontate in occasione del prossimo Global Symposium on Soil Pollution (2 – 4 maggio 2018) al quartier generale della Fao a Roma, organizzato dalla Global Soil Partnership e dall’Intergovernmental Technical Panel on Soils. Il Simposio riunirà esperti mondiali del suolo insieme a UN Environment, Fao, Organizzazione mondiale della sanità e alle Convenzioni di Basilea, Rotterdam e Stoccolma per affrontare le implicazioni ambientali, sanitarie e agricole dell’inquinamento del suolo e sviluppare strategie concrete per affrontare questo problema.

di Thomas Hammond, senior officer per il suolo della Fao

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