Allarme per il Parco Nazionale dello Stelvio, tra nove giorni sarà smembrato?

«E gli ambientalisti italiani dove sono? Cosa dicono al riguardo? Sembra molto poco»

[1 dicembre 2014]

Il 10 dicembre si riunirà a Roma la Commissione dei 12 (Commissione paritetica fra Stato e Regione Trentino-Alto Adige) per l’esame della seguente proposta di Norma di attuazione relativa al Parco Nazionale dello Stelvio: Delega di funzioni amministrative statali concernenti il Parco Nazionale dello Stelvio.

L’approvazione di tale Norma porterà inevitabilmente allo smembramento del Parco, in quanto nel suo impianto complessivo non garantisce la configurazione unitaria e la classificazione di area protetta nazionale.

Nel 2010 la Commissione paritetica aveva approvato una norma di attuazione relativa alla soppressione del Consorzio del Parco Nazionale dello Stelvio, recepita con apposito decreto dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 22 dicembre 2010. Tale decisione fu duramente contestata dalle associazione di protezione ambientale; alcuni senatori del PD (Della Seta, Ferrante, De Luca, Mazzucconi) dichiararono che la decisione del Consiglio dei Ministri di obbedire al diktat della Suedtiroler Volkspartei a smembrare uno dei più antichi parchi nazionali per affidarlo alle provincie è una ferita all’ambiente gravissima (vedi La Repubblica, 22 dicembre 2010); Vittorio Emiliani parlò di decisione gravissima perché darà la stura ad altri spezzatini (L’Unita’, 24 dicembre 2010).

Come e’ noto, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non ha mai accolto quella “proposta di smembramento” del Parco dello Stelvio, in assenza di un’intesa con la Regione Lombardia e in evidente conflitto con il dettato della legge nazionale sulle aree protette.

Ora il pericolo incombe più e peggio dei precedenti tentativi.

Durante una conferenza-stampa che si è svolta a Trento il 28 novembre scorso, Franca Penasa (già Presidente del settore trentino del Parco Nazionale dello Stelvio e Sindaco di Rabbi, attualmente componente della Commissione dei 12) ha messo in luce le ragioni che potrebbero celarsi dietro a un decreto legislativo più volte portato all’attenzione del Consiglio dei Ministri. Penasa ha precisato che in tanti anni di politica attiva non ha mai sentito alcun trentino parlare della necessità di dividere il parco nei tre territori amministrativi in cui insiste (Trentino, Alto Adige, Lombardia), ne’ tantomeno hanno avuto luogo dibattiti tra rappresentanti politici sull’argomento. Penasa ha il sospetto che la volontà di suddividere il territorio protetto, attuando un provvedimento chiaramente dannoso per la tutela dell’ecosistema alpino, sia ascrivibile unicamente al tentativo di accapparrarsi nuove competenze da parte delle provincie. E così il quotidiano L’Adige di Trento del 29 novembre scrive: Il Parco merce di scambio.

Durante la conferenza-stampa, ho affermato che sembra incredibile che, mentre in tutta Europa e nel mondo intero si propende per la creazione di parchi transfrontalieri (ci sono magnifici esempi non soltanto in Europa ma anche in Africa e altri continenti), in Trentino-Alto Adige si voglia scindere un territorio per motivazioni localistiche e strumentali, che poco si coniugano con la pretesa di una maggiore tutela ambientale.

L’Ufficio legislativo del Ministero dell’Ambiente, in data 30 luglio 2014, ha espresso parere negativo sull’eventuale delega della gestione del parco, sottolineando come il provvedimento presentato non tenesse conto dell’uniformità e della coerenza unitaria del parco e non fosse in grado di garantirne un’effettiva omogeneità nella gestione.

E gli ambientalisti italiani dove sono? Cosa dicono al riguardo? Sembra molto poco, nessuno dice nulla, ad eccezione della Sezione di Trento di Italia Nostra che ha diffuso in data 17 luglio 2014 il comunicato “Quale futuro per il Parco Nazionale dello Stelvio?”

Si rende più che mai necessario un intervento a vari livelli del mondo ambientalista italiano, purché si percepisca la gravità della situazione, per un ulteriore tentativo di salvataggio del Parco Nazionale dello Stelvio, a cominciare dal convegno di Federparchi di Fabriano del 5-6 dicembre p.v., che riunisce gli “stati generali” delle aree protette italiane.

Tutte le associazioni ambientaliste sono invitate a prendere al più presto una decisa posizione contro la liquidazione del Parco Nazionale dello Stelvio.

di Franco Pedrotti

Per completezza di informazione ricordiamo che più volte anche greenreport.it ha ospitato interventi delle grandi associazioni ambientaliste italiane e di singoli esponenti delle stesse (compresi Della Seta e Ferrante) che denunciavano lo smembramento del Parco nazionale dello Stelvio.

La redazione

 

Franco Pedrotti