Dopo 15 anni il Parco delle 5 Terre avrà un direttore

AmbienteProtetto, un decreto prova a cancellare la procedura d’infrazione Ue sui richiami vivi

Piani di azione per le specie protette, e si trovano 20.000 euro per le missioni Cites

[16 giugno 2014]

Con il decreto AmbienteProtetto approvato dal Consiglio dei ministri si annuncia l’arrivo di nuovi Piani di azione per la difendere la biodiversità e «promuove intese e accordi mirati con i Ministri competenti, le istituzioni pubbliche e i soggetti privati per attuare piani d’azione sulla conservazione di specie a rischio e la tutela della biodiversità, venendo incontro alle sollecitazioni giunte dall’Unione Europea» e una delle prime iniziative in questo senso sembra quella di sanare un altro scandalo italiano: il decreto assegna alla commissione scientifica della  Convention on International Trade of Endangered Species un budget di 20.0000 (ventimila) euro all’ano per le spese di missione previste dagli accordi internazionali sottoscritti dal nostro Paese a tutela della fauna e della flora a rischio. Insomma, la Commissione scientifica Cites potrà essere operativa grazie ad un finanziamento che equivale a poco meno di quanto prende un parlamentare in un mese.

Sul suo sito il Corpo forestale dello Stato, che è responsabile Cites per l’Italia, ricorda che i sui uffici Cites «rilasciano mediamente circa 50.000 certificazioni l’anno. Riguardano, soprattutto, mammiferi, uccelli e rettili viventi riprodotti in cattività, zanne ed oggetti in avorio di elefante, articoli in pelle di rettile, confezioni realizzate con tessuti o pellicce pregiati, piante da collezione od ornamentali, legname proveniente dalle foreste tropicali».

Per quanto riguarda la protezione degli animali il governo interviene anche su altre questioni che in questi ultimi giorni lo hanno visto fortemente criticato dalle associazioni ambientaliste/animaliste dopo che la camera ha respinto l’emendamento che aboliva i richiami vivi. Il decreto AmbienteProtetto punta a cancellare la procedura d’infrazione europea sui “richiami vivi”   (cattura di uccelli ai fini del richiamo per la caccia)  ed a  rispondere alle richieste della Commissione europea nell’ambito di diverse procedure d’informazione riguardanti gli impianti di cattura e inanellamento delle specie, della protezione della vita selvatica e sul reato di commercio di esemplari di specie protette dell’avifauna.

Il decreto AmbienteProtetto mette fine anche ad un’anomalia che dura da 15 anni, infatti nella nota del governo che  lo accompagna si legge: «Il decreto intende poi far fronte alla grave emergenza in cui si trova il Parco Nazionale delle Cinque Terre, che dal 1999, anno della sua fondazione, non ha ancora un direttore. I gravi fenomeni alluvionali che pregiudicano gli ecosistemi del Parco rendono necessaria l’immediata pianificazione di azioni a immediato, medio e lungo termine che la precaria situazione nella “governance” non può garantire: il Ministro dell’Ambiente nomina quindi il direttore, scegliendolo da una terna proposta dal presidente dell’ente dopo una selezione pubblica».

Il presidente del dell’Ente Parco Nazionale delle Cinque Terre, Vittorio Alessandro, è soddisfatto: «Grazie al D.l. Ambiente approvato venerdì in Consiglio dei Ministri, finalmente il Parco Nazionale delle Cinque Terre avrà il direttore che mai ha avuto dal 1999. Un passo di trasparenza e di legittimità, di equilibrio amministrativo mai raggiunto».