Amianto, brutte notizie: è più diffuso di quanto si pensasse?

Aree ricche di amianto stanno emergendo in luoghi prima non considerati a rischio

[5 novembre 2014]

Recenti scoperte e in particolare un giacimento trovato nell’area metropolitana di Las Vegas, fanno pensare che l’amianto sia molto più diffuso di quanto si credesse.  Aree ricche di amianto stanno emergendo in luoghi che in precedenza non erano considerati a rischio. A dirlo è un rapporto presentato al recente meeting annuale  della Geological Society of America (GSA) che si è tenuto a Vancouver, in Canada.

Uno dei ricercatori che hanno realizzato lo studio, Rodney Metcalf, professore associato di geologia all’Università del Nevada – Las Vegas,  ha sottolineato che «Questi minerali sono stati trovati dove non ci si aspetterebbe o si penserebbe di guardare» come l’amianto trovato a Boulder City, nel Nevada, durante i lavori per realizzare una strada, un progetto da diversi milioni di dollari chiamato Boulder City Bypass, il primo spezzone del  corridoio I-11 per collegare Las Vegas e l’Arizona.

La notizia è pessima: l’amianto, come ben sappiamo purtroppo in Italia, appartiene ad una famiglia di minerali fibrosi  che causano il cancro ai polmoni, il mesotelioma, ed altre gravi malattie respiratorie provocate dall’inalazione delle sue fibre. Lo studio presentato a Vancouver si è concentrato sulla scoperta di  tipi di amianto che i geologi chiamano anfiboli fibrosi sodio ferro e actinolite fibrosa nella Contea di Clark, in Nevada, e sulle formazioni geologiche che hanno portato all’insolita formazione di amianto. Metcalf  ha spiegato che «E’ come un deposito di un metallo prezioso, si forma alla confluenza di diverse caratteristiche geologiche, che variano in ogni posto».

Nel caso della Contea di Clark si trattava di una confluenza geologica di acque sotterranee che interagiscono con rocce salate ed un corpo magmatico in raffreddamento in profondità sotto la superficie terrestre, formando le fibre e creando questo tipo di amianto, ha spiegato Brenda Buck, anche lei dell’università del Nevada – Las Vegas e che ha un  background in geologia medica, «Più tardi la roccia è stato portata in superficie dove ora è esposta alla pioggia ed al vento che la possono disperdere. Questa è la prima scoperta di amianto in questo tipo di ambiente geologico e suggerisce che  i minerali possano riscontrarsi in altri ambienti simili in tutto il mondo».

In Italia e negli Usa ci sono finalmente  leggi e regolamenti che proteggere le persone dall’esposizione  all’amianto, come l’actinolite fibroso che gli scienziati hanno scoperto. «Ma alcuni tipi di amianto presenti in natura non sono regolamentati o etichettati come  tossici ai sensi del diritto federale statunitense, anche se possono essere altrettanto pericolose o ancora più tossico per gli esseri umani – sottolinea la  Buck – Anche in natura l’amianto può essere dannoso e difficile da controllare, soprattutto quando diventa polvere e può essere trasportato dal vento».

Intanto la scoperta dell’amianto ha ritardato la costruzione della tangenziale Boulder City per le preoccupazioni sui rischi per la salute: la cittadina con circa 15.000 abitanti e si trova a circa 32 chilometri dall’area metropolitana di Las Vegas, dove vivono quasi due milioni di persone. Gli scienziati stanno ancora valutando quanto amianto ci sia nell’area interessata dalla costruzione della strada, la sua tossicità per l’uomo e fino a che punto può essere trasportato dal vento.

Il nuovo studio presentato al meeting  della Gsa «Potrebbe aiutare gli scienziati a localizzare altre formazioni di amianto naturale in aree che non erano state  precedentemente considerate – conclude la Buck – Questo significa che ci potrebbe essere un sacco di aree nel  mondo dove ci potrebbe essere amianto e che noi non conosciamo. Quindi ci sono persone che vengono esposte senza averne idea».