Anacapri, sequestrata maxi-lottizzazione abusiva

Legambiente: «Basta abusi nell’isola più bella del mondo»

[25 giugno 2014]

La Guardia di Finanza del comando provinciale di Napoli, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Napoli  ha sequestrato  28 particelle catastali del comune di Anacapri  che si estendono su oltre 3 ettari e le costruzioni abusive che erano state realizzate nell’area. I reati contestati sono quelli di lottizzazione abusiva e di costruzione abusiva in assenza del permesso di costruire. Dalle indagini, condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dal procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso, è emerso che, «In violazione degli strumenti urbanistici e degli standard di zona, 6 particelle del foglio 5 del Catasto Terreni del Comune di Anacapri, in una zona caratterizzata dalla presenza di macchia mediterranea, ricadente, in base al Prg vigente, in zona “P”, classificata come area a verde agricolo, destinata al potenziamento dell’agricoltura e sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale, originariamente di proprietà di alcune società immobiliari, sono state frazionate in 28 particelle e vendute ad una pluralità di acquirenti diversi, sia persone fisiche che società di persone e di capitali».

Inoltre è stato accerto che «Su alcune delle particelle cadute in sequestro, sono state realizzate, in assenza del permesso di costruire, opere edili abusive, quali murature di confine, sbancamenti, pavimentazioni in cemento, passi carrabili, muri di contenimento, basamenti in calcestruzzo, recinzioni, manufatti, scale, locali per servizi igienici e tecnici». Le persone accusate sono 32, compresi i tecnici che hanno presentato al Comune i frazionamenti illeciti, un tecnico dell’ufficio tecnico comunale di Anacapri che li ha autorizzati, i proprietari delle particelle originarie e gli acquirenti di quelle ricavate dai frazionamenti.

Il valore delle opere finite sotto sequestro è di circa 13 milioni di euro. La Procura evidenzia che «Il sequestro preventivo si è reso necessario per evitare la reiterazione dei reati e l’aggravamento delle conseguenze degli stessi, attraverso ulteriori frazionamenti e la realizzazione di altre costruzioni abusive».

Legambiente Isola di Capri  plaude all’operazione della Guardia di Finanza e al sequestro della lottizzazione abusiva nella zona di Mesola-Pino dei Monaci ad Anacapri ad altissimo valore paesaggistico ed ambientale. Gli ambientalisti  in un comunicato scrivono: «Lottizzazione abusiva del territorio: frazionati in 28 particelle un territorio di circa 3 ettari, 32 persone denunciate tra cui tecnici e addirittura un impiegato comunale, sequestro di un’area del tutto alterata dal suo originario stato: numeri e fatti che fotografano una dolorosa e preoccupante situazione: una vera piovra divoratrice del nostro patrimonio! Questi fatti, che fanno il paio con il grosso abuso edilizio che si è scoperto a Capri poco distante dall’antica Villa Jovis di Tiberio, ci riporta agli anni ’80 ed ai nostri dossier fatti sull’abusivismo dilagante sull’Isola di Capri. Noi non vogliamo rivivere quegli scempi e non ne vogliamo di nuovi! Chiediamo innanzitutto alla politica locale di non essere latitante e di condividere  con chiarezza un’idea ambientalista che presuppone il rispetto del territorio e la persecuzione della speculazione edilizia e della lottizzazione illegale!!!  Perché obiettivamente un fenomeno di tale gravità non può passare inosservato alla politica».

Per il Cigno Verde Caprese è arrivato il momento di dire basta «Non tolleriamo queste disastrose ed affaristiche visioni ed azioni sul territorio, vogliamo pulizia! Chiediamo alle autorità il ripristino immediato dello stato originario dei luoghi deturpati. Legambiente vuole che questo grido di dolore possa tramutarsi in una rinnovata coscienza che sta sempre più caratterizzando i cittadini dell’Isola, ma soprattutto che ci sia una presa d’atto seria e condivisa per fermare un fenomeno che sta dilagando (e non parliamo del piccolo abuso di necessità ma di vere e proprie speculazioni) e che vede quest’ultimo caso come una punta dell’iceberg. Noi vogliamo un futuro che punti alla qualità del territoro! Per Anacapri e per l’isola più bella del mondo».