Ancora cemento sul futuro del bolognese

Con l’approvazione del nuovo PUA, 26 ettari di campagna vanno verso la cementificazione

[4 marzo 2014]

Non c’è sosta alla colata di cemento che invade l’Emilia Romagna, e nello specifico il Bolognese. Con l’approvazione del nuovo PUA di “di Idice”, che vedrà la cementificazione di 26 ettari di campagna nel Comune di San Lazzaro, continua l’assalto al territorio da parte di amministrazioni sorde alle richieste dei cittadini.

Dopo le molte prese di posizione da parte degli abitanti di San Lazzaro, che in più occasioni sono scesi in piazza contro nuove ed inutili piani di espansione urbanistica della città, la giunta comunale resta sorda alle richieste votando, a scadenza di mandato, il nuovo PUA Comunale.

Il risultato sarà una pesante eredità per il futuro sindaco, che vedrà riversati su di se scelte scellerate prese da precedenti amministrazioni.

Una vicenda, quella di San Lazzaro e del Bolognese che ha tutti i vizi della mala gestione del territorio compreso l’incapacità  della politica di attuare scelte di trasparenza: sono di poco più di una anno fa le dimissioni  dell’assessore all’urbanistica, professionalmente coinvolto con alcune  società costruttrici, che per lungo tempo a rivestito una carica nodale senza curarsi del potenziale conflitto di interesse.

Quello che sta succedendo in questi giorni a San Lazzaro è lo specchio della situazione nell’intera Provincia di Bologna. Oltre alle discusse grandi opere come il Passante Nord di Bologna, ed il caso del Bologna FC di Granarolo, si aggiunge una colata diffusa di cemento, utile solo alle logiche ed agli interessi dei costruttori.

Un dato su tutti dimostra come l’attenzione alla tutela della campagna sia tema assolutamente dimenticato: secondo le stime del Bilancio del PTCP stilato dalla stessa provincia,  il consumo di suolo nella provincia di Bologna è avuto praticamente in egual misura dall’ampliamento dei nuclei urbani e dalla presenza di edifici sparsi ed infrastrutture in campagna. Cemento questo ancor più impattante e dannoso per il fabbisogno di mobilità su auto che genera.

Dopo l’approvazione in assemblea legislativa della regione Emilia Romagna, del documento di indirizzo che obbliga la giunta regionale a legiferare al fine di mettere uno stop al cemento nella nostra regione, continua la nostra raccolta firme per coinvolgere i cittadini in questo percorso di protezione del territorio e delle tipicità agroalimentari uniche al mondo.

di Legambiente Emilia-Romagna